Libertà di critica sì, maleducazione no: a casa mia chi insulta prende la porta.
Le regole d'ingaggio sui canali di Luigi Palamara
Tracciato il confine tra il diritto al dissenso e la libertà d'offendere, chiudendo lo spazio a chi confonde il confronto con la sgarbata aggressività.
di Luigi Palamara
Chi entra nei miei spazi d’informazione dovrebbe ricordarsi una cosa elementare: qui si può dissentire, anche con durezza. Si può discutere, contraddire, contestare. Ma insultare no.
Dei giudizi personali non so che farmene. Le opinioni, invece, sono benvenute: purché abbiano un pensiero dietro, un argomento, magari perfino il coraggio di esporsi.
Chi viene qui soltanto per offendermi ha sbagliato indirizzo. Questa è casa mia, editoriale e personale, e l’ospitalità non contempla il diritto alla maleducazione.
Quindi fate pure ingresso con idee, obiezioni e critiche. Ma chi confonde la libertà di parola con la libertà d’insulto troverà una risposta molto semplice: la porta.
E, per i più ostinati, anche una metaforica pedata nel sedere.
Calci in c**o e poi, camminare. Sciò!!!
Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno di Roccaforte del Greco detto L'Arciere
0 Commenti
LASCIA IL TUO COMMENTO. La tua opinione è importante.