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PASSAPAROLA. “SOSTENERE CHI È NEL BISOGNO”

PASSAPAROLA. “SOSTENERE CHI È NEL BISOGNO”

Sostenere chi è nel bisogno significa, prima di tutto, guardare fuori di noi per farci presenti nelle situazioni di indigenza e di necessità.

La carità, infatti, è una vera forza centrifuga che ci fa uscire da noi stessi e apre il cuore a ogni tipo di povertà, facendo dei bisognosi il centro del nostro vivere.

È proprio questo essere per gli altri che mette in luce l’importanza e la bellezza del verbo “sostenere”, perché non ci lascia ammainare le antenne dell’anima, ma le mantiene sempre pronte ad accogliere le situazioni, i dolori, i problemi, come anche le gioie e le speranze dei più bisognosi.

Per sostenere veramente chi è nel bisogno dobbiamo mettere in atto esperienze concrete di presenza e di aiuto, iniziando prima di tutto ad “accorgerci” di chi è nel bisogno. Accorgerci di loro è il primo passo che ci permette di scoprire situazioni difficili e dolorose, tante volte segnate da una povertà estrema.

Ecco perché sostenere seriamente chi è nel bisogno è il frutto di tante esperienze che si intrecciano: dall’essere attenti all’ascoltare; dall’accompagnare al consolare; dal lavare al curare; dal perdonare all’abbracciare, e così via...

Sostenere chi è nel bisogno vuol dire, chissà, impedire a un cuore di spezzarsi, alleviandone le pene e i dolori; come anche, perché no, aiutare a rimettere in volo un uccellino che sta ancora imparando a volare!

Altre volte significa fare in modo che la nostra attenzione diventi ascolto, premura, presenza concreta di un amore capace di inventare gesti e azioni per assicurare quanto è necessario per vivere.

Ancora, “sostenere chi è nel bisogno” vuol dire essere famiglia, piangendo e sperando insieme, affinché quanti soffrono possano riscoprire una comunità sempre pronta ad accoglierli e a sostenerli.

È chiaro che, anche se non riusciamo a risolvere tutti i problemi sociali, possiamo comunque scoprire la bellezza e l’emozione di fare la nostra parte per soccorrere i fratelli che ci stanno intorno e contribuire a risolvere alcune delle loro difficoltà, illuminando d’amore non solo il loro cammino, ma anche il nostro. E questo non è poco!

Una comunità che mette al centro le preoccupazioni e i bisogni di chi è in difficoltà si scoprirà, ogni giorno, sempre più evangelica.

Come potete notare, in ogni passaparola ritorna l’esperienza della comunione... e non è un caso. Ogni nostro atto e ogni nostro respiro, infatti, sono veri e duraturi soltanto quando sono frutto dell’amore reciproco!

Don Nino Carta
7.8.2026

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