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“Consolazione. Culti, devozione, memoria e comunità”: al Consiglio regionale della Calabria una collettiva d’arte dedicata alla Madonna della Consolazione

Consolazione. Culti, devozione, memoria e comunità”: al Consiglio regionale della Calabria una collettiva d’arte dedicata alla Madonna della Consolazione

Sarà inaugurata l’11 settembre 2026, alle ore 18:30, presso Palazzo “Tommaso Campanella”, sede del Consiglio regionale della Calabria, la mostra collettiva d’arte “Consolazione. Culti, devozione, memoria e comunità”.

L’iniziativa, organizzata dalla Presidenza del Consiglio regionale della Calabria, sarà ospitata nella Sala “Federica Monteleone” e resterà aperta alla cittadinanza fino al 15 settembre.

La mostra nasce con l’obiettivo di raccontare, attraverso il linguaggio dell’arte e della memoria, la devozione alla Madonna della Consolazione e la storia della Vara, uno dei simboli religiosi e identitari più profondamente radicati nella tradizione calabrese.

Il percorso espositivo riunisce opere artistiche, gigantografie, infografiche e materiali storici, costruendo un racconto che intreccia fede, partecipazione popolare, cultura e senso di appartenenza. Non soltanto un’esposizione d’arte, dunque, ma anche un viaggio nella memoria collettiva di una comunità che continua a riconoscersi nei propri riti e nelle proprie tradizioni.

La dimensione religiosa si affianca così a quella sociale e culturale: la devozione diventa memoria condivisa, il culto si trasforma in racconto, mentre l’arte offre nuovi strumenti per leggere e reinterpretare un patrimonio tramandato nel tempo.

Alla collettiva partecipano gli artisti Matteo Curcio, Giuseppe Iaria, Tiziana Marra, Tina Nicolò, Luigi Palamara, Sebastiano Plutino, Gregorio Procopio, Nino Romano, Salvatore Russo, Simona Treccosti, Tiziana Zimbalatti e Raffaella Polifroni.

L’esposizione sarà visitabile dall’11 al 15 settembre 2026, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 20:00.

L’ingresso è gratuito.

L’appuntamento rappresenta un’occasione per avvicinare il pubblico a una delle espressioni più intense della religiosità popolare calabrese, mettendo insieme arte contemporanea, documentazione storica e memoria comunitaria in un luogo istituzionale che, per alcuni giorni, diventerà anche spazio di racconto e identità.

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