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Dietro un fake per lanciare fango: "Il mio diffamatore ha un nome e un volto, lo deciderà il tribunale"

Dietro un fake per lanciare fango: "Il mio diffamatore ha un nome e un volto, lo deciderà il tribunale"
di Luigi Palamar

Una forma di vigliaccheria che Internet non ha inventato, ma alla quale ha regalato una maschera perfetta: il profilo falso.

Da qualche tempo un individuo, nascosto dietro l’anonimato di Facebook, ha deciso di dedicare parte della propria esistenza a diffamarmi. Non mette il proprio nome, naturalmente. Non mette il proprio volto. Non offre un indirizzo, una storia, una responsabilità. Lancia fango e poi si nasconde.

È il coraggio dei vigliacchi: quello che dura finché c’è uno schermo tra loro e la persona che attaccano.

Ho già presentato due querele. E aspetto.

Aspetto perché, contrariamente a chi vive nell’ombra, continuo ad avere fiducia nelle istituzioni e nella giustizia. E perché i conti, in una società civile, non si regolano nelle piazze virtuali ma nelle aule dei tribunali, dove a ogni parola deve finalmente corrispondere un nome e a ogni accusa una responsabilità.

Mi domando quale rancore possa spingere un essere umano a impiegare tanto tempo nel tentativo di danneggiarne un altro. Forse gli dà fastidio la mia attività. Forse gli dà fastidio che io faccia il giornalista. Forse gli dà fastidio ciò che scrivo, ciò che penso, il modo in cui vivo e la reputazione che negli anni mi sono costruito.

Può darsi.

Ma c’è una cosa che costui dovrebbe sapere: il dissenso ha un volto, la critica ha una firma, perfino l’avversario degno di questo nome si presenta davanti a te. La diffamazione anonima, invece, non è coraggio. È soltanto miseria.

Chi ha qualcosa da contestarmi lo faccia apertamente. Scriva il proprio nome. Produca fatti. Porti prove. Si assuma la responsabilità delle proprie parole.

Tutto il resto è fango lanciato da dietro una tenda.

Per questo solleciterò la Procura della Repubblica di Reggio Calabria affinché, nel rispetto dei tempi e delle garanzie previste dalla legge, si faccia piena luce sull’identità di chi utilizza profili anonimi per diffamare e si accertino le eventuali responsabilità.

Non desidero vendette. Desidero qualcosa di molto più semplice e, per chi vive nascosto, probabilmente molto più scomodo: un nome, un volto e un’aula di tribunale.

Perché prima o poi la maschera cade.

E quando cade, il vigliacco scopre una verità antica: dietro uno pseudonimo ci si può nascondere dagli uomini per qualche tempo. Dalla responsabilità delle proprie azioni, molto meno.

Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno di Roccaforte del Greco detto L'Arciere 

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