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PASSAPAROLA. “CONDIVIDERE I PESI DEGLI ALTRI”

PASSAPAROLA. “CONDIVIDERE I PESI DEGLI ALTRI”


Condividere i pesi degli altri non ha nulla a che fare con la retorica del voler fare gli eroi; piuttosto, lo vedo come un gesto quasi fisico e, proprio per questo, di una semplicità disarmante.

Dovrebbe essere un gesto normale e semplice, che non richiede grandi discorsi né pretende soluzioni pronte all’uso.

Anzi, può capitare che, qualche volta, le parole finiscano persino per guastare gli equilibri: anch’esse, infatti, hanno il loro peso specifico.

“Condividere i pesi degli altri” significa, invece, “fare spazio” e accettare che i loro pesi entrino nel nostro cammino, magari rallentandone il passo e lasciando che un po’ della loro stanchezza trovi casa anche sulle nostre spalle.

Questo, però, dovrebbe diventare per noi qualcosa di normale. Uno degli inganni più frequenti nei quali possiamo cadere, infatti, è quello di scambiare l’empatia con il consiglio. Quando qualcuno ci mostra la sua fatica, il nostro primo istinto è cercare subito una via d’uscita, quasi che il primo passo debba necessariamente essere quello di eliminare il problema.

Invece, chi si trova sotto un peso, più che di qualcuno che risolva il problema, ha bisogno di qualcuno che rimanga accanto a lui, quasi a fare da “contrappeso”, affinché possa respirare meglio mentre, intanto, si cerca di sistemare tutto il resto.

E badate, questo è molto importante anche per noi che desideriamo essere utili, perché ci aiuta a fare i conti con la nostra fragilità e vulnerabilità, con le quali normalmente ci alziamo ogni mattina, ricordandoci che esse non sono una colpa, ma costituiscono il tratto più umano di noi stessi, quello che possiamo condividere con gli altri.

Ed ecco, allora, il paradosso del riuscire a condividere i pesi degli altri: facendoci carico di una parte della loro fatica, la nostra strada non sembra diventare più pesante, ma più vera, proprio perché più ricca di senso e di umanità.

Allora, il “farci uno” con gli altri, condividendone i pesi, può anche non offrire soluzioni immediate; ma, se il nostro fare spazio è sincero e pieno d’amore, lentamente riesce a trasformare anche un carico quasi insopportabile in una strada percorribile insieme.

E così, come nella Via Crucis di Gesù, anche noi riusciremo a vivere in pienezza le piccole “via crucis” del nostro cammino, quando saranno vissute nella luce e nella pienezza della comunione e della condivisione.

Don Nino Carta
11.9.2026

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