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Gianluca Gallo e la lezione delle aree interne: i paesi non si salvano con le promesse, ma con le persone

Gianluca Gallo e la lezione delle aree interne: i paesi non si salvano con le promesse, ma con le persone

L'EDITORIALE | LA POLITICA, IL TERRITORIO, LA RESPONSABILITÀ

di Luigi Palamara
SALINE JONICHE, 29 ottobre 2026 – C'è una frase, pronunciata dall'assessore regionale Gianluca Gallo durante l'incontro sulla Strategia Nazionale per le Aree Interne dell'Area Grecanica, che merita di essere isolata dal resto del discorso. Non perché le altre parole siano prive di importanza, ma perché quella frase contiene il criterio con cui giudicare tutto il resto.

«Dobbiamo pensare più alle persone e meno alle cose».

Sembra un'affermazione semplice. E forse lo è. Ma in una terra dove la politica viene spesso raccontata attraverso l'elenco dei finanziamenti, delle opere pubbliche e dei cantieri, riportare al centro le persone significa porre una domanda scomoda: a che serve costruire qualcosa, se poi non rimane nessuno a utilizzarla?

È la domanda che aleggiava nella sala di Saline Joniche, durante un confronto durato oltre due ore. Ed è la domanda alla quale Gallo ha cercato di rispondere, intrecciando la ricostruzione dei ritardi amministrativi, le risorse disponibili e una riflessione sul futuro dei piccoli Comuni calabresi.

Non è una questione da poco. Perché qui non si discute soltanto di sviluppo. Si discute della possibilità stessa che certi paesi continuino a esistere come comunità.

Il coraggio di chiamare i ritardi con il loro nome

C'è un aspetto dell'intervento dell'assessore che merita attenzione: il riconoscimento delle difficoltà incontrate dalla Regione nell'attuazione della SNAI.

Gallo non ha presentato il percorso come una successione ininterrotta di successi. Ha ricordato che la Strategia Nazionale per le Aree Interne è stata a lungo una politica poco conosciuta e che la macchina amministrativa regionale ha attraversato fasi di incertezza, rallentamenti e riorganizzazioni.

È un passaggio significativo.

Chi amministra tende comprensibilmente a parlare di ciò che è stato realizzato. Più raramente si sofferma su ciò che non ha funzionato.

A Saline Joniche, invece, il tema dei ritardi è entrato esplicitamente nella discussione.

E non poteva essere altrimenti.

La strategia dell'Area Grecanica ha cominciato a prendere forma nel 2017. Sono trascorsi quasi dieci anni. Nel frattempo i ragazzi sono diventati adulti, alcune famiglie hanno lasciato i paesi, altre hanno rinunciato a tornarvi. I costi delle opere sono aumentati e le necessità delle comunità sono cambiate.

Un finanziamento che arriva dopo molti anni può ancora essere utile. Ma non restituisce il tempo perduto.

Per questo il richiamo di Gallo alla capacità di spesa e alla collaborazione istituzionale assume un significato preciso: il problema non è soltanto ottenere risorse, ma trasformarle in risultati prima che i bisogni diventino irreversibili.

 Il milione annunciato e la domanda che conta

Durante il suo intervento, l'assessore ha indicato la previsione di un ulteriore milione di euro per area nell'ambito dell'Azione 5.2, destinata prevalentemente ai servizi alla persona.

Ha inoltre richiamato 2,5 milioni di euro nell'ambito dell'Azione 5.3, per interventi legati anche all'abitare sostenibile e al social housing.

Sono indicazioni finanziarie importanti, da seguire nelle successive fasi amministrative per comprenderne disponibilità effettiva, destinazioni e tempi di attuazione.

Ma la domanda essenziale rimane un'altra.

Che cosa cambierà nella vita di un anziano che abita in un paese dell'entroterra?

Che cosa cambierà per una madre che deve accompagnare il figlio a scuola?

Che cosa cambierà per un giovane che vorrebbe aprire un'impresa senza essere costretto a trasferirsi altrove?

È qui che la politica delle aree interne incontra la propria prova più difficile.

Il valore di un investimento non coincide automaticamente con la sua cifra. Dipende dalla capacità di rispondere a un bisogno concreto.

Una scuola moderna che funziona, un collegamento pubblico affidabile, una visita medica accessibile, una casa recuperata e nuovamente abitata: sono questi i risultati attraverso i quali una comunità può riconoscere l'utilità delle decisioni istituzionali.

Il bergamotto: la ricchezza non basta, bisogna saperla trattenere

Gallo ha dedicato una parte del proprio intervento al bergamotto.

Non avrebbe potuto essere diversamente. Nell'Area Grecanica questo agrume è molto più di una coltivazione: appartiene alla storia economica e culturale della fascia ionica reggina.

L'assessore ha insistito sulla necessità di rafforzare la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti calabresi.

È un punto che merita di essere approfondito.

Possedere una materia prima di qualità non garantisce, da solo, prosperità a chi la produce.

Il valore economico si distribuisce lungo una filiera. C'è chi coltiva, chi trasforma, chi confeziona, chi promuove, chi vende. Se le fasi più remunerative si svolgono lontano dai luoghi di produzione, il territorio rischia di conservare la fatica e perdere una parte importante dei benefici.

Il progetto presentato durante l'incontro, che prevede il sostegno a dieci startup legate al bergamotto attraverso una dotazione di circa un milione di euro, si inserisce proprio in questa prospettiva.

La sfida è creare imprese capaci di sviluppare prodotti, aprire mercati e generare occupazione.

Gallo ha richiamato anche la crescita dell'export agroalimentare calabrese, citando dati che, secondo quanto riferito nel suo intervento, descrivono un aumento significativo negli ultimi anni.

Ma il punto politico ed economico va oltre le statistiche.

Il bergamotto diventa davvero una risorsa per l'Area Grecanica quando il suo successo commerciale produce lavoro e reddito anche nei paesi in cui nasce.

Altrimenti resta un'eccellenza celebrata nei convegni, mentre i giovani continuano a partire.

La lingua grecanica non è un reperto da museo

Un altro passaggio dell'intervento ha riguardato la valorizzazione delle minoranze linguistiche storiche della Calabria.

Gallo ha annunciato l'intenzione di destinare cinque milioni di euro, attraverso risorse del POC, a interventi rivolti alle comunità grecaniche, arbëreshë e occitane.

Anche in questo caso, sarà necessario verificare come le risorse verranno formalmente programmate e quali iniziative saranno concretamente finanziate.

Ma il tema culturale è già chiarissimo.

Una lingua minoritaria non si conserva soltanto stampando libri, organizzando manifestazioni o collocando targhe bilingui.

Si conserva soprattutto quando esistono persone che possono continuare a viverla, insegnarla e trasmetterla.

Perché una lingua ha bisogno di una comunità.

E una comunità ha bisogno di una scuola, di un lavoro, di una strada percorribile, di un medico raggiungibile.

La tutela dell'identità grecanica, dunque, non può essere separata dalle politiche contro lo spopolamento.

Roghudi, Roccaforte del Greco, Bova, Condofuri e gli altri centri di quest'area custodiscono una storia che appartiene alla Calabria intera. Ma nessuna storia può essere difesa efficacemente se il territorio che l'ha prodotta viene lasciato senza prospettive.

La cultura non è un ornamento dello sviluppo. Ne è una componente essenziale.

Quei 250 metri che spiegano il problema della politica

Forse il momento più concreto dell'intervento di Gallo è arrivato quando la discussione si è spostata sull'hub di mobilità previsto a Melito Porto Salvo.

Il progetto, finanziato per circa un milione di euro, dovrebbe migliorare l'interscambio tra autobus e ferrovia.

Nel corso dell'incontro è stato spiegato che, dopo lunghe interlocuzioni con Rete Ferroviaria Italiana, è stata individuata un'area pubblica alternativa per la realizzazione dell'infrastruttura.

Il problema è che si troverebbe a circa 250 metri dalla stazione.

Duecentocinquanta metri.

Una distanza che, letta su una planimetria, può sembrare trascurabile.

Ma proviamo a immaginare una persona anziana, una giornata di pioggia, una valigia, un bambino piccolo, una coincidenza ferroviaria da non perdere.

Improvvisamente quei metri cambiano significato.

Gallo ha invitato a riaprire il confronto con RFI per cercare una soluzione più funzionale.

È un episodio che restituisce il senso della frase iniziale: pensare alle persone prima che alle cose.

Perché un'opera può essere tecnicamente realizzabile, amministrativamente regolare e finanziariamente coperta, ma risultare poco utile se non risponde alle condizioni reali di chi dovrà utilizzarla.

La buona programmazione comincia anche da queste domande apparentemente modeste.

Chi dovrà camminare?

Quanto dovrà aspettare?

Quanto gli costerà spostarsi?

Potrà farlo anche quando piove?

La distanza tra una politica pensata sulla carta e una politica costruita attorno ai cittadini, a volte, si misura proprio in 250 metri.

I sindaci e il dovere di guardare oltre il proprio campanile

L'assessore ha rivolto un richiamo anche agli amministratori locali, invitandoli a superare le divisioni municipalistiche.

È un tema delicato.

Ogni sindaco ha il dovere di difendere il proprio Comune. Ma nelle aree interne esistono servizi che nessun piccolo centro può sostenere efficacemente da solo.

Una rete di trasporto, un sistema di assistenza sanitaria territoriale, un progetto scolastico innovativo o un'iniziativa di promozione economica richiedono spesso una dimensione più ampia di quella comunale.

Non significa cancellare le identità locali.

Significa riconoscere che la collaborazione può diventare uno strumento per conservarle.

La Smart School di Bagaladi, il progetto di telemedicina, il recupero delle abitazioni vuote, i collegamenti verso Melito Pori Salvo e la valorizzazione del paesaggio grecanico non sono questioni isolate.

Sono parti di una stessa strategia.

Una scuola ha bisogno di strade che permettano di raggiungerla. Un'impresa ha bisogno di lavoratori e collegamenti. Una casa recuperata ha bisogno di servizi. Un borgo valorizzato turisticamente ha bisogno di accessibilità e manutenzione.

La SNAI sarà efficace nella misura in cui questi interventi riusciranno a sostenersi reciprocamente.

La lezione dei GAL e la responsabilità dei risultati

Gallo ha ricordato l'esperienza dei Gruppi di Azione Locale, citando il recupero dei ritardi della programmazione 2014–2020.

Secondo la ricostruzione offerta dall'assessore, quando assunse l'incarico nel marzo 2020 il livello di spesa dei GAL era intorno al 2% di una dotazione di circa 55 milioni di euro.

Ha quindi descritto il successivo percorso di accelerazione amministrativa e utilizzo delle risorse.

Il riferimento è servito a sostenere una tesi: i ritardi possono essere recuperati attraverso organizzazione, continuità e collaborazione.

È un argomento che merita attenzione, soprattutto per una strategia avviata da anni.

Ma la verifica dovrà essere concreta.

Occorrerà osservare quanti progetti verranno completati, quali servizi entreranno effettivamente in funzione, quanti cittadini ne beneficeranno e se gli investimenti riusciranno a incidere sulle condizioni di vita.

Non basta impegnare le somme. Non basta rendicontarle.

Bisogna poter raccontare ciò che hanno cambiato.

È una distinzione fondamentale, perché l'efficienza amministrativa e l'efficacia sociale non sono sempre la stessa cosa.

Il punto decisivo: dare ai cittadini una ragione per restare

Alla fine dell'intervento di Gallo rimane soprattutto una questione.

L'Area Grecanica non ha bisogno di essere compatita.

Ha bisogno di essere messa nelle condizioni di utilizzare le proprie risorse: il paesaggio, la cultura, le produzioni agricole, il patrimonio abitativo e le capacità delle persone.

L'assessore ha indicato strumenti finanziari, richiamato esperienze amministrative e sollecitato una maggiore collaborazione tra istituzioni.

Sono elementi che delineano una possibile direzione di lavoro.

La loro efficacia, però, dovrà essere misurata nel tempo.

Perché il futuro di questi paesi non si decide soltanto nelle sale dei convegni.

Si decide quando una famiglia valuta se restare.

Quando un giovane si domanda se può costruire qui il proprio mestiere.

Quando un anziano cerca assistenza senza dover affrontare un viaggio difficile.

Quando una scuola riesce a mantenere aperte le proprie porte.

Quando una casa abbandonata torna ad avere una luce accesa.

Ecco perché la frase pronunciata da Gianluca Gallo a Saline Joniche merita di restare al centro del confronto pubblico.

«Dobbiamo pensare più alle persone e meno alle cose».

Non è ancora un risultato. È un criterio.

E proprio per questo può diventare una misura esigente dell'azione politica.

Da oggi in avanti, ogni progetto dell'Area Grecanica potrà essere osservato attraverso quella domanda: serve davvero alle persone?

Se la risposta sarà sì, i finanziamenti avranno trovato la loro ragione.

Se la risposta sarà no, anche l'opera più costosa rischierà di essere soltanto un'altra testimonianza del tempo perduto.

Perché i paesi non si salvano semplicemente costruendo qualcosa. Si salvano quando qualcuno può continuare a chiamarli casa.


Luigi Palamara
Giornalista, scrittore e artista aspromontano di Roccaforte del Greco, detto “L'Arciere”
CartaStraccia.News
Nel nome la provocazione, nei contenuti la sostanza.

 
 
Note.
📌🗓 Il 29 ottobre alle ore 16.30 presso Aula Magna dell’Istituto Comprensivo “Montebello -Motta S.G.” di Saline Joniche, l’Amministrazione Comunale di Montebello Jonico ha ospitato un viaggio itinerante dedicato alla promozione degli obiettivi della #StrategiaNazionaleperleAreeInterne “La via delle Aree interne: le esperienze della SNAI in Calabria”: il roadshow promosso dalla Regione Calabria attraverso il Dipartimento Agricoltura, Aree Interne e Politiche di Connessione Territoriale per illustrare le iniziative previste nelle 7 Aree Interne nel quadro dell’Obiettivo di Policy 5 “Una Calabria più vicina ai cittadini” del PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027.

Hanno relazionato durante l’incontro:
👉Avv. Leonardo Suraci (Sindaco di Montebello Jonico);
👉Dott. Antonino Siclari (Settore Tutela del Territorio e Ambiente Città Metropolitana di Reggio Calabria)
👉Dott. Giuseppe Bombino (Gal Area Grecanica)
👉Arch. Antonino Cuzzola (Responsabile Ufficio Tecnico del Comune di Montebello Jonico);
👉Ing. Lorenzo Benestare (Dirigente Settore Viabilità Città Metropolitana di Reggio Calabria);
👉Dott.ssa Chiara Corazziere (Dipartimento Architettura e Design dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria);
👉Ing. Santo Monorchio (Sindaco Comune di Bagaladi).
🔴Ha concluso  i lavori l’Assessore Regionale Gianluca Gallo🔴

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