PASSAPAROLA. NUTRIRE LA PROPRIA INTERIORITÀ
Nutrire la propria interiorità è l'atto d'amore più rivoluzionario che possiamo compiere verso noi stessi. In un mondo che ci spinge costantemente verso l'esterno, verso la prestazione, l'apparenza e la fretta, fermarsi per coltivare il nostro mondo interiore significa scegliere di non perdersi.
L'interiorità, infatti, è come un giardino segreto: se ce ne dimentichiamo, le erbacce del rumore, del chiasso, dell'ansia e delle nostre aspettative prendono il sopravvento; se, invece, ce ne prendiamo cura ogni giorno, essa diventa un rifugio di pace e di ristoro.
Ma come possiamo nutrire, ogni giorno, questo spazio dell'anima?
Ecco, la nostra interiorità si nutre:
- Di silenzio, ossia di uno spazio benedetto nel quale riusciamo finalmente ad ascoltare la nostra voce più autentica.
- Di bellezza, attraverso un paesaggio che sembra togliere il fiato, una musica che vibra nel nostro petto o una lettura che illumina i nostri pensieri; ma, soprattutto, attraverso una preghiera recitata con il cuore.
- Di gratitudine, imparando ad apprezzare la grazia e l'emozione racchiuse nei piccoli gesti e nei momenti di apparente semplicità.
Attenzione, però: nutrire la nostra interiorità non significa isolarsi dal mondo; significa, invece, ritornare al mondo con occhi nuovi. Perché, quando la nostra anima è sazia di senso, le nostre azioni diventano più luminose, le nostre parole più dolci e la nostra presenza più salda di fronte alle tempeste della vita.
Sì, nutrire la propria interiorità è un vero cammino quotidiano, fatto di pazienza e delicatezza. A volte basta un piccolo respiro colmo d'amore e, chissà, una breve pausa di riflessione per ricordarci che la vera ricchezza non è ciò che accumuliamo fuori di noi, ma ciò che custodiamo dentro di noi.
Per questo, non esiste nutrimento più bello e più sostanzioso del vivere ogni momento nell'amore e per amore!
Don Nino Carta
16.10.2026
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