L’arbitro non scende nell’arena: chi mi tira per la giacca finisce fuori dai giochi.
C’è una regola sola, semplice come un chiodo piantato nel muro: negli spazi che gestisco non si tira per la giacca chi li amministra. Non è una questione di suscettibilità, ma di ordine. Le discussioni appartengono a chi discute; l’arbitro non scende in campo.
Eppure, ogni tanto qualcuno finge di non ricordarsene. O forse lo ricorda benissimo e prova lo stesso a trascinarmi dentro la mischia, come se il ring fosse più interessante con un bersaglio in più. È un vecchio vizio: quando mancano gli argomenti, si cerca la persona. Quando non si sa più cosa dire, si prova a spostare la rissa.
Ma la regola resta quella, identica a ieri e a domani. Non tiratemi in ballo. Non è un invito, è una condizione. Chi la ignora sceglie da solo la conseguenza: il ban.
Non c’è molto altro da aggiungere. Le regole, quando sono chiare, non hanno bisogno di spiegazioni. Hanno bisogno solo di essere rispettate.
Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno
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