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“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

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PASSAPAROLA. RINGRAZIARE DIO PER I DONI CHE CI FA

PASSAPAROLA. "RINGRAZIARE DIO PER I DONI CHE CI FA"
Sì, ogni tanto mi aspetto un passaparola che ci inviti a ringraziare Dio, anche se, umanamente, mi verrebbe da pensare: ma ringraziare di che cosa?

Passa un anno e ne inizia un altro e sembra che nulla cambi, con lo spettacolo dei tanti disastri naturali e, soprattutto, delle guerre che si moltiplicano in tutto il mondo senza fine.
Più che un camminare verso la pace e la concordia tra i popoli, sembriamo muoverci sulle sabbie mobili degli odi, delle guerre, della morte…

Per questo un passaparola come quello di oggi, che ci invita a ringraziare, sembrerebbe fuori luogo o, chissà, una presa in giro.

Ma sottolineo il verbo… “sembrerebbe”, che fa spazio alla scoperta dei doni che Dio ci fa. Doni che, se vissuti con serietà e onestà, ci fanno rinascere dalle ceneri della storia.

Pensate a una vita fatta solo di lamentele e di pianti: sarebbe un morire lentamente, un continuo girovagare per i deserti dei cuori e della storia senza avere davanti un’oasi di speranza.

Mentre ringraziare per i doni che Dio ci fa – e, se ci fermiamo un po’, scopriamo che sono innumerevoli – è un vero ricominciare a vivere ogni momento.

La gratitudine per i doni di Dio, infatti, ci fa scoprire la gioia di esserci ancora, di respirare, pregare e amare con una fede ancora più forte, perché maturata nelle solitudini e nelle difficoltà; ci fa ringraziare dello spuntare del sole al mattino, che ridona nuova vita alle tenebre della notte, e dell’arcobaleno che, dopo una tempesta, colora l’orizzonte di luce e di speranza.

Proprio avant’ieri mi è arrivato il messaggio accorato di una mamma che, tra le lacrime, chiedeva le mie preghiere perché, in uno scontro con il figlio, era stata offesa con parole irripetibili, certamente non da figlio.
Ma ieri ecco un altro suo messaggio:
“Don Nino, abbiamo fatto pace e ci siamo abbracciati senza rancore: come è bello perdonare!”.

E aggiungo io: come è bello poter mettere in comunione questa esperienza con tutti noi, perché così il grazie a Dio diventa corale, insieme alla scoperta meravigliosa che
“ringraziare Dio è ringraziare i fratelli e ringraziare i fratelli è ringraziare Dio”.

Pensate al samaritano del Vangelo, guarito insieme ad altri dieci lebbrosi: l’unico che, ritornato per ringraziare Gesù, ha potuto scoprire la bellezza non solo di essere guarito, ma di essere salvato.

Non vi pare, allora, che tante volte le nostre preghiere diventino una lista di lamentele e di necessità, come se Lui non conoscesse i nostri bisogni? Sembriamo dei segretari che gli ricordano quello che deve fare, quando, più che il chiedere, è il ringraziare che ci fa comprendere e sperimentare che la relazione con Dio è più importante della guarigione, perché solo così scopriamo che tutto nella vita è dono e grazia.

Il ringraziare Dio per i doni che ci fa dovrebbe allora essere la colonna sonora di ogni nostra giornata che, iniziando con il grazie a Dio, ha il “grazie” come leitmotiv.

Ed ogni momento, anche il più difficile, diventa una “Eucaristia” da offrire e da vivere come dono e come grazia, dicendo, anche tra le difficoltà, il nostro sì.

È proprio vero: il grazie per i doni di Dio trionfa sempre…
Bontà Sua!

Don Nino Carta
15.3.2026
@luigi.palamara

PASSAPAROLA. "RINGRAZIARE DIO PER I DONI CHE CI FA" Sì, ogni tanto mi aspetto un passaparola che ci inviti a ringraziare Dio, anche se, umanamente, mi verrebbe da pensare: ma ringraziare di che cosa? Passa un anno e ne inizia un altro e sembra che nulla cambi, con lo spettacolo dei tanti disastri naturali e, soprattutto, delle guerre che si moltiplicano in tutto il mondo senza fine. Più che un camminare verso la pace e la concordia tra i popoli, sembriamo muoverci sulle sabbie mobili degli odi, delle guerre, della morte… Per questo un passaparola come quello di oggi, che ci invita a ringraziare, sembrerebbe fuori luogo o, chissà, una presa in giro. Ma sottolineo il verbo… “sembrerebbe”, che fa spazio alla scoperta dei doni che Dio ci fa. Doni che, se vissuti con serietà e onestà, ci fanno rinascere dalle ceneri della storia. Pensate a una vita fatta solo di lamentele e di pianti: sarebbe un morire lentamente, un continuo girovagare per i deserti dei cuori e della storia senza avere davanti un’oasi di speranza. Mentre ringraziare per i doni che Dio ci fa – e, se ci fermiamo un po’, scopriamo che sono innumerevoli – è un vero ricominciare a vivere ogni momento. La gratitudine per i doni di Dio, infatti, ci fa scoprire la gioia di esserci ancora, di respirare, pregare e amare con una fede ancora più forte, perché maturata nelle solitudini e nelle difficoltà; ci fa ringraziare dello spuntare del sole al mattino, che ridona nuova vita alle tenebre della notte, e dell’arcobaleno che, dopo una tempesta, colora l’orizzonte di luce e di speranza. Proprio avant’ieri mi è arrivato il messaggio accorato di una mamma che, tra le lacrime, chiedeva le mie preghiere perché, in uno scontro con il figlio, era stata offesa con parole irripetibili, certamente non da figlio. Ma ieri ecco un altro suo messaggio: “Don Nino, abbiamo fatto pace e ci siamo abbracciati senza rancore: come è bello perdonare!”. E aggiungo io: come è bello poter mettere in comunione questa esperienza con tutti noi, perché così il grazie a Dio diventa corale, insieme alla scoperta meravigliosa che “ringraziare Dio è ringraziare i fratelli e ringraziare i fratelli è ringraziare Dio”. Pensate al samaritano del Vangelo, guarito insieme ad altri dieci lebbrosi: l’unico che, ritornato per ringraziare Gesù, ha potuto scoprire la bellezza non solo di essere guarito, ma di essere salvato. Non vi pare, allora, che tante volte le nostre preghiere diventino una lista di lamentele e di necessità, come se Lui non conoscesse i nostri bisogni? Sembriamo dei segretari che gli ricordano quello che deve fare, quando, più che il chiedere, è il ringraziare che ci fa comprendere e sperimentare che la relazione con Dio è più importante della guarigione, perché solo così scopriamo che tutto nella vita è dono e grazia. Il ringraziare Dio per i doni che ci fa dovrebbe allora essere la colonna sonora di ogni nostra giornata che, iniziando con il grazie a Dio, ha il “grazie” come leitmotiv. Ed ogni momento, anche il più difficile, diventa una “Eucaristia” da offrire e da vivere come dono e come grazia, dicendo, anche tra le difficoltà, il nostro sì. È proprio vero: il grazie per i doni di Dio trionfa sempre… Bontà Sua! Don Nino Carta 15.3.2026

♬ audio originale - Luigi Palamara

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