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Reggio Calabria. Lucia Nucera. Dalle urne del ’46 ai soffitti di cristallo: 80 anni di voto, ma la democrazia è ancora a metà.

Reggio Calabria. Lucia Nucera. Dalle urne del ’46 ai soffitti di cristallo: 80 anni di voto, ma la democrazia è ancora a metà.


Celebrare l’8 marzo significa ricordare una storia di diritti conquistati, di libertà affermate e di dignità riconosciuta.
Ma quest’anno questa giornata assume un valore ancora più profondo.

Ricorrono infatti gli 80 anni dal voto alle donne in Italia, una conquista che ha segnato una svolta storica nella vita democratica del nostro Paese.
Nel 1946, milioni di donne italiane entrarono per la prima volta nei seggi elettorali.
Non fu un semplice gesto amministrativo.
Fu un passaggio epocale nella storia della Repubblica.

Per secoli le donne erano state escluse dalla cittadinanza politica. Avevano sostenuto la società con il loro lavoro, con la loro forza, con la loro capacità di cura e di responsabilità, ma erano rimaste fuori dai luoghi in cui si decidevano le sorti della comunità. Con il voto, le donne non ricevettero un privilegio.

Rivendicarono e conquistarono un diritto.
Quel momento segnò l’inizio di una nuova stagione per l’Italia.
Grazie a quella conquista entrarono nella storia della Repubblica le 21 Madri Costituenti, donne straordinarie che contribuirono a scrivere una delle Costituzioni più avanzate e più democratiche del mondo.

Donne che portarono dentro l’Assemblea Costituente una visione nuova della società, fondata sull’uguaglianza, sulla dignità della persona, sulla tutela dei diritti fondamentali. È anche grazie al loro contributo che oggi l’articolo 3 della nostra Costituzione afferma un principio fondamentale: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso.

Ma ricordare quella conquista significa anche riconoscere che la strada verso una piena parità non è ancora completata.

Non possiamo ignorare che esistono ancora divari salariali, ostacoli nelle carriere, difficoltà di accesso ai luoghi decisionali. Non possiamo ignorare che troppe donne continuano a subire violenza, discriminazioni, delegittimazioni.

E non possiamo ignorare che, ancora oggi, molte donne che svolgono ruoli pubblici o istituzionali sono oggetto di attacchi personali che nulla hanno a che vedere con il confronto democratico.
Questo ci dice una cosa molto chiara. La questione femminile non è una questione di parte. Non è una questione che riguarda soltanto le donne. È una questione che riguarda la qualità della nostra democrazia.

Una democrazia che non valorizza pienamente il talento, la competenza e l’impegno delle donne è una democrazia incompleta. Per questo il significato dell’8 marzo non può essere ridotto a una celebrazione simbolica.

Deve diventare un impegno concreto.
Un impegno delle istituzioni, della politica, della scuola, della cultura, del mondo del lavoro. Dobbiamo costruire una società in cui le ragazze possano crescere sapendo che nessun sogno è precluso. Una società in cui le donne non debbano scegliere tra lavoro e famiglia. Una società in cui il rispetto della dignità femminile sia un valore condiviso e non negoziabile.

E dobbiamo anche avere il coraggio di dirlo con chiarezza: la presenza delle donne nelle istituzioni rafforza la democrazia. Perché porta nuovi punti di vista, nuove sensibilità, nuove capacità di leggere i bisogni della società.

Ottant’anni fa milioni di donne compirono un gesto semplice e straordinario:
si recarono alle urne e votarono per la prima volta. Molte di loro avevano vissuto la guerra, la povertà, la perdita dei propri cari. Eppure in quel momento seppero guardare avanti, con coraggio e con speranza. Quel gesto ha cambiato la storia dell’Italia. Oggi noi abbiamo il dovere di essere all’altezza di quella eredità. Abbiamo il dovere di difendere i diritti conquistati e di continuare a costruire una società più giusta, più libera e più inclusiva. Perché la democrazia non è mai una conquista definitiva. È un cammino che si rinnova ogni giorno.

E la storia ci insegna una verità semplice ma potente: quando le donne avanzano, avanza tutta la società. Quando le donne conquistano diritti, si rafforza la libertà di tutti.

È questa la lezione più grande che gli 80 anni del voto alle donne ci consegnano. Ed è questa la responsabilità che dobbiamo assumere, insieme, guardando al futuro. #donna #diritti

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