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PASSAPAROLA “COLLABORARE CON CHI INCONTRO”

PASSAPAROLA “COLLABORARE CON CHI INCONTRO”


Una vera apertura del cuore a 360 gradi: è questo l’invito di oggi, a collaborare con chi incontriamo, siano essi amici o nemici, buoni o meno buoni, cattolici o di un’altra religione. Per noi cristiani, infatti, tutti quelli che incontriamo sono un dono di Dio.

È questa prospettiva del cuore che deve essere sempre posta alla base di ogni collaborazione, perché porta in sé la fiducia reciproca e la gioia dell’accoglienza.

E, anche se può sembrare difficile, è possibile collaborare con persone che hanno idee e opinioni differenti dalle nostre, aprendo così strade nuove e soluzioni diverse e innovative.

Accogliere gli altri con cuore aperto aiuta certamente ad abbattere le barriere della diffidenza, migliorando la collaborazione e riducendo l’ansia creata dalle possibili differenze.

Esiste, infatti, una bella differenza tra collaborazione e cooperazione: la cooperazione è la somma dei nostri sforzi individuali, mentre la collaborazione implica fare nostro il lavoro degli altri, riuscendo così a realizzare qualcosa di ancora più grande e più bello.

È chiaro che, per questo, dobbiamo creare un ambiente nel quale, anche davanti ai possibili sbagli, non dobbiamo mai fermarci al giudizio, ma cercare di trovare spunti nuovi e nuove possibilità.

Così, collaborare con tutti coloro che incontriamo diventa un andare oltre le difficoltà, impegnandoci ad ascoltarci e ad adattarci attivamente, trasformando così le diversità in risorsa.

La gentilezza e l’empatia creano un ambiente positivo che influisce moltissimo sul nostro modo di collaborare non solo in famiglia, ma anche nella comunità, nel lavoro e nei momenti di svago.

Collaborare con questo spirito è un vero investimento che il tempo non manca di ripagare lungo il cammino della vita; infatti, se è vero che lavorare insieme diventa un saper dividere i compiti, quasi con naturalezza moltiplica anche i frutti.

Come sottolinea molto bene Phil Jackson: “Se la forza della comunità è in ogni singolo membro, la forza di ogni singolo membro è nella comunità”.

In fondo, è la mistica non solo divina ma anche umana dell’interdipendenza: se ci incoraggia e ci fa piacere essere amati e valorizzati, anche noi ci sforzeremo di mettere in luce le idee e i suggerimenti degli altri, aprendo il cuore verso coloro che Dio ci fa incontrare come compagni di viaggio.

Saggio il pensiero di Henry Ford: “Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo”.

Proprio così!

La vita, poi, si incarica di farci capire come solo insieme possiamo raggiungere ciò che ciascuno sogna, perché non rimane solo un nostro sogno, ma diventa anche quello degli altri.

Mi pare che vivere concretamente il passaparola di oggi possa trasformare in “magia” la normalità della vita.

Don Nino Carta
16.4.2026

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