Oggi il Passaparola ci ripropone lo stesso messaggio di due mesi fa, il 27 febbraio scorso, e forse è un invito a riprenderlo e a farlo nostro ancora più in profondità.
Allora ve ne ripropongo anche il commento:
“GETTARE NEL PADRE OGNI PREOCCUPAZIONE”
Oggi il Passaparola ci ripropone un pensiero che troviamo nella Prima lettera di Pietro 5,7:
“Gettate in Lui ogni vostra preoccupazione, perché Egli ha cura di voi”.
Sono parole che trovano significato nel contesto della lettera di Pietro che, ricca di esortazioni, invita a sopportare le sofferenze che i cristiani subiscono per l’ostilità che li circonda, concludendo con l’invito a “gettare ogni preoccupazione in Dio”.
“Gettare” è una parola forte, che traduce molto bene il contesto del testo originale, fatto di tante esortazioni che potrebbero anche creare uno stato di ansia nei fedeli.
Ma Gesù ci invita a vivere la fiducia in Lui come segno di umiltà perché, consci dei nostri limiti e delle nostre debolezze, possiamo scoprire che da soli non ce la facciamo. Per questo è fondamentale gettare le nostre preoccupazioni, i nostri problemi e le nostre angosce sulle spalle di chi può sopportarli: ciò che per noi è troppo pesante, infatti, non lo è per Lui.
Dio ci è sempre vicino, si prende cura di noi e ci conosce meglio di quanto noi stessi ci conosciamo.
Gesù è venuto sulla terra per essere nostro compagno di viaggio, per camminare al nostro fianco e per sorreggerci quando, stanchi e sfiduciati, stiamo per cadere.
Da noi vuole soltanto che riconosciamo la nostra piccolezza; per questo aspetta sempre le nostre invocazioni e le nostre preghiere.
Come sono consolanti le parole di Gesù nel Vangelo di Matteo 11,28:
“Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò”.
Gettare in Dio ogni nostra preoccupazione, allora, non è un atto di debolezza, ma un atto di umiltà e di fede; un atto che va rinnovato ogni giorno, senza lasciarci vincere dalle preoccupazioni del domani, perché, quando il domani arriverà, Lui ci darà la forza necessaria per vivere le eventuali difficoltà.
E qui sta anche il senso della pace che Gesù sempre ci dona: “Vi do la pace, vi dono la mia pace”. Non una pace dovuta all’assenza di problemi, ma una pace che, grazie alla Sua presenza, si sperimenta in mezzo ai normali problemi della vita.
Preghiamo allora e gettiamo con fiducia ogni preoccupazione in Dio, lasciando che sia Lui a preoccuparsi di noi, scoprendo così continuamente che la Sua presenza serena e gioiosa sarà sempre la fonte della nostra serenità e della nostra gioia.
Don Nino Carta
25.4.2026

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