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PASSAPAROLA. DARE FORMA ALLA SPERANZA

PASSAPAROLA. DARE FORMA ALLA SPERANZA

Come riuscire a vivere una bellezza come questa: “dare forma alla speranza”?

Penso che sia un invito a trasformare ogni giorno i nostri sogni, i nostri desideri e i nostri sentimenti in azioni concrete, specialmente nei momenti di maggiore difficoltà. Per questo non deve mai essere un ottimismo vago e passivo, ma una scelta attiva e coraggiosa.

Per esempio, convinti che la speranza si costruisca con azioni concrete, possiamo impegnarci a lavorare per il bene comune, combattendo le ingiustizie e seminando così futuro.

Sant’Agostino parla della speranza come di una virtù che ha due figli: “lo sdegno per la realtà presente nei nostri giorni e il coraggio di volerla cambiare”.

Non vi sembra una frase illuminante anche per il nostro tempo, nel magistero di Papa Leone?

Un vero filo d’oro che cammina nella storia e che cerca di educare alla speranza anche la gioventù del nostro tempo, affinché sappia affrontare il futuro con fiducia, scoprendo in ogni difficoltà un’opportunità.

E questo non solo nell’esperienza della fede, ma in tutte le espressioni del vivere umano, come l’arte, la poesia e ogni forma della creatività, attraverso le quali cerchiamo di immaginare nuove strade e nuove soluzioni per la nostra storia, insaporendo di spiritualità e di fraternità la speranza.

Una speranza che non può non fiorire nelle nostre comunità quando ci sono il dialogo e l’aiuto reciproco nei momenti difficili, così che ogni gesto concreto d’amore diventi un nuovo seme di speranza.

Qualcuno ha postato sui social quattro verbi che possono aiutarci nell’impegno di dare forma alla speranza:

agire, resistere, immaginare, relazionarsi.

Ma già nell’antichità il saggio Seneca insegnava ai suoi allievi a “scegliere la speranza anche quando il timore sembra avere più argomenti!”.

Come anche Papa Giovanni XXIII:

“Non consultarti con le tue paure, ma con le tue speranze e i tuoi sogni; non pensare alle tue frustrazioni, ma al tuo potenziale ancora irrealizzato; non preoccuparti per ciò che hai provato e forse fallito, ma guarda con speranza a quello che ancora è possibile realizzare!”.

Beh! Papa Giovanni XXIII, con il suo cuore di bambino di Dio, non poteva non seminare tra noi ottimismo e speranza!

A noi, allora, il compito di tentare di dare forma a ogni seme di speranza e di ottimismo che lo Spirito Santo va seminando ogni giorno nella nostra vita.

Don Nino Carta
2.5.2026

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