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PASSAPAROLA. “SIAMO FORTI INSIEME”

PASSAPAROLA. “SIAMO FORTI INSIEME”


È questo uno dei punti fondamentali della spiritualità di comunione: la vera forza, infatti, non risiede nell’autosufficienza, ma nella capacità di relazionarsi e quindi di sostenersi a vicenda.

Il cristianesimo, poi, rovescia il paradosso della potenza, affermando che la forza di una comunità non sta nell’esaltazione dei più forti e dei più potenti, ma nell’accoglienza dei più fragili, in tutti i sensi, e nell’amore del prenderci cura gli uni degli altri.

È normale per noi ripetere sempre la frase di Paolo: “Quando sono debole, è allora che sono forte”.

La forza di noi cristiani, infatti, è la possibilità di avere in mezzo a noi, riuniti nel suo nome, lo stesso Gesù:

“Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”
Mt 18,20

Quindi non è solo un po’ più di forza, ma la presenza in mezzo a noi dello stesso Gesù, il “Forte”.

Riprendete in mano e rimeditate il passaparola di avant’ieri: “Trovare il ‘noi’ tra ‘te’ e ‘me’”. Il NOI è proprio la presenza di Gesù in mezzo tra l’io e il tu, che così si intreccia nelle nostre relazioni, nelle nostre comunioni d’anima, nel nostro essere comunità, con la sua presenza di luce e di santificazione, e per questo come il vero “Collante divino”, come nella Trinità.

Per questo la vera gioia e la vera felicità le troviamo nella comunione con gli altri e non nel vivere per conto nostro.

La certezza della presenza di Gesù in mezzo a una comunità riunita nel suo nome trasforma, infatti, un gruppo di credenti da un semplice insieme di persone in una vera esperienza di Ecclesia e di Koinonia, ossia in un’esperienza di Cielo.

Così Gesù in mezzo si manifesta intensamente nel pregare insieme, nella comunione delle esperienze della Parola, come nell’impegno del nostro cammino di fede quotidiano.

Ed è proprio questa comunione d’anima la nostra forza, questo “insieme” che lo stesso Gesù sottolinea quando invia i suoi discepoli in missione, mandandoli “due a due”, proprio per indicare che ogni missione non deve mai essere un fatto solitario, ma deve avere sempre come anima la comunione, perché la bellezza dell’annuncio richiede amore e testimonianza fraterna.

L’andare in missione, infatti, nell’esperienza cristiana, deve essere un vero esondare dell’essere, perché solo la comunione può generare altra comunione!

È la forza dell’insieme che, secondo le parole dello stesso Gesù, va al di là della somma dei nostri sforzi — anche se essi devono sempre esserci — ma che, per la presenza viva di Gesù, diventano la sua stessa forza, ossia la forza di Dio.

Altro che, allora, come sottolinea il passaparola di oggi, “siamo più forti insieme!”: la nostra forza, infatti, quando siamo riuniti nel nome di Gesù, è la stessa di Dio.

Che grazia sublime:
con Gesù tra noi abbiamo la stessa forza del Paradiso!

A quale abisso d’amore siamo chiamati a vivere!

Sapeva bene allora quello che voleva san Filippo Neri, quando ogni giorno canterellava felice: “Paradiso, Paradiso!”. In fondo, è lo sposarsi ogni giorno del nostro dover essere con il nostro essere...

Paradiso... Paradiso!

Don Nino Carta
3.5.2026

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