PASSAPAROLA “CURARSI DEI POVERI”
Curarsi dei poveri, ossia prendersene cura, è un atto di profonda umanità e solidarietà, che si concretizza attraverso il dono del nostro tempo, dei nostri beni e del nostro sostegno affettivo, ma soprattutto riconoscendo loro la dignità di fratelli. Significa impegnarsi a farli sentire parte integrante e necessaria della società, restituendo loro speranza.
È chiaro che, molte volte, l’aiuto immediato passa attraverso piccoli gesti: il dono di un pasto caldo, di qualche coperta o indumento a chi si incontra per strada nei giorni di freddo; oppure, più semplicemente, l’offerta di ascolto e vicinanza a chi si sente emarginato.
Ecco quanto hanno detto o scritto sui poveri alcuni leader spirituali e importanti personaggi della storia:
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«Non condividere i propri beni con i poveri è derubarli e privarli della vita. Ciò che possediamo non è nostro, ma loro».
San Giovanni Crisostomo -
«La misura della grandezza di una società si determina dal modo con cui tratta i suoi membri più vulnerabili».
Mahatma Gandhi -
«Per favore, non dimentichiamoci dei poveri. Sogniamo un mondo nel quale l’acqua, il pane e le medicine non siano un privilegio, ma un diritto di tutti».
Papa Francesco -
«Chiunque si prende cura dei poveri sta prestando a Dio, che gli restituirà tutto in abbondanza».
Madre Teresa
Sì! Perché curarsi dei poveri non è soltanto un imperativo morale, religioso e sociale, ma significa, prima di tutto, garantire il rispetto della dignità umana, promuovendo la fraternità e contribuendo così a costruire una società più giusta, più umana e più pacifica.
Papa Francesco definisce i poveri «il cuore del Vangelo» e, per questo, l’attenzione verso di loro non può essere soltanto un’opzione, ma deve rappresentare uno dei criteri fondamentali della nostra fede, riconoscendo in loro la presenza viva di Gesù.
Ricordate?
«… l’avete fatto a me!»
Don Nino Carta
4.6.2026
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