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PASSAPAROLA. “METTERE DA PARTE L’ORGOGLIO”

PASSAPAROLA. “METTERE DA PARTE L’ORGOGLIO”


Per cercare di combattere l’orgoglio è fondamentale saper sostituire il bisogno che ogni tanto abbiamo di superiorità e di perfezione, imparando ad accettarci come siamo e privilegiando l’ascolto e l’empatia verso gli altri.

È un vero percorso di crescita personale da vivere, nel quale maturiamo lentamente attraverso passi concreti, senza pretendere di salvare a tutti i costi la nostra immagine e le nostre idee.

Una cosa è certa: l’orgoglio è uno dei peccati più subdoli, che tante volte si nasconde addirittura sotto forma di umiltà.

Per questo è fondamentale esaminarci sempre, perché solo riconoscendo i nostri sbagli possiamo spalancare la nostra vita a un incontro serio e profondo con Dio.

Pensate a quanta miseria ha causato l’orgoglio nella storia dell’umanità! Quando siamo orgogliosi, infatti, pensiamo di sapere e di capire più degli altri e di saperne addirittura più di Dio.

Domandiamoci allora: come possiamo riconoscere sempre meglio l’orgoglio che è in noi?

Prima di tutto ce ne possiamo accorgere nella normalità del quotidiano, soprattutto quando, nell’interagire con gli altri, proviamo momenti di risentimento, di invidia o di lamento verso gli altri: la radice di questi sintomi è proprio l’orgoglio.

E ce ne accorgiamo ancora di più se cerchiamo di vivere in profondità il nostro incontro con Dio, soprattutto nell’ascolto serio della Parola, vissuto in comunione con altri, che ci dona la possibilità di avere in noi la presenza dello Spirito Santo.

Infatti, è vivendo la comunione che riceviamo la luce dello Spirito, che ci aiuta a capire quando e quanto siamo attaccati a noi stessi e alle nostre certezze. Per questo è fondamentale non allontanarci dalla luce della comunione, che ci illumina e ci purifica proprio per la presenza di Gesù tra noi riuniti nel Suo nome.

Allora sì, possiamo notare come qualche volta ci lamentiamo dentro di noi perché ci sembra di essere stati trattati al di sotto dell’importanza che pensiamo di avere, oppure perché le cose tra noi non vanno come avremmo voluto...

Per terminare, allora: come vincere queste tentazioni?

Con certezza, il vero antidoto all’orgoglio è essere umili dal profondo del cuore, pronti a mettere le nostre certezze e i nostri desideri alla presenza di Gesù tra noi, sapendo perdere per amore non solo le nostre certezze, ma anche il nostro modo di vedere le cose e le persone.

Solo nell’obbedienza vera allo Spirito Santo, che Gesù ci dona quando siamo riuniti nel Suo nome, possiamo vincere il nostro orgoglio, proprio per la luce della Sapienza dello Spirito che, donandoci i suoi frutti d’amore, fa diventare normale dire con gioia: “Non sia fatta la mia volontà, ma la Tua!”

Questo non vuol dire essere timidi o inattivi, ma essere con gioia strumenti d’amore nelle mani di Dio.

Sì, allora! Mettere da parte l’orgoglio vuol dire credere pienamente nella comunione, con la convinzione che Gesù tra noi non mortifica il bello che è in noi, anzi lo moltiplica.

Fatene l’esperienza e quasi subito potrete dire con stupore: “Ma è proprio vero!”

Avanti allora...

Don Nino Carta
8.6.2026

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