PASSAPAROLA. SCEGLIERE DI FARE IL BENE
Sapete cosa mi ha ricordato quasi subito questo passaparola? Quel siparietto di Gesù quando, nel Vangelo, ammonisce gli apostoli a non impedire un’opera di bene fatta da qualcuno che non era del loro gruppo.
Un’affermazione semplice e illuminante per spiegare che il bene è sempre il bene, non importa da che parte venga o chi sia a compierlo.
«Non glielo impedite… Chiunque infatti darà un solo bicchiere d’acqua fresca nel mio nome, non perderà la sua ricompensa» (cfr. Marco 9,39-41).
Nel mio nome, ossia nel nome dell’Amore, anche se non conosce Gesù.
Una risposta senza frontiere, una spinta a fare il bene a 360 gradi, perché il nostro scopo non è fare proselitismo e far crescere il nostro gruppo, ma essere sempre e ovunque a servizio del bene, cercando di far crescere il numero di coloro che, in mille maniere, seminano il bene e quindi il Regno di Dio che, essendo amore, è sempre giustizia, gioia, libertà, pienezza di vita.
Basta regalare un sorso di vita, un bicchiere d’acqua fresca!
Questo atteggiamento ci fa essere fermento di fraternità universale accanto a tutti gli uomini e le donne, anche diversamente credenti o non credenti, che hanno a cuore la vita, si appassionano per essa e sono capaci di inventare “miracoli d’amore” per suscitare un sorriso e una speranza sul volto di un bambino, sia esso ucraino, russo, palestinese, israeliano, iraniano, italiano, brasiliano ecc., perché siamo tutti fratelli.
Un po’ d’acqua, ossia un “quasi niente”, perché il bene non si quantifica, ma si qualifica per l’amore.
Di fronte al dilagare del male, dei carri armati, delle bombe e dei droni; di fronte alle distruzioni e alle lacrime, noi, con infantilità divina, non smettiamo di proporre il nostro “bicchiere d’acqua”, credendo ciecamente alle possibilità infinite dell’amore e alla certezza che l’ultima parola sarà sempre il bene.
È questa fede che ci aiuta ad alzare lo sguardo oltre il cortile delle nostre case, per non perdere gli orizzonti della speranza, vedendo quante persone lottano e rischiano la vita contro ogni tipo di invasione, di violenza e di distruzione.
Non importa se non frequentano la Messa domenicale o non sono iscritti nei libri dei battezzati: il bene è sempre il bene, la profezia è sempre profezia e ogni uomo, di qualunque colore, razza o religione, sarà sempre la passione di Dio, l’oggetto incondizionato del Suo amore, e può diventare luce nella storia anche solo grazie a un… bicchiere d’acqua fresca.
Se solo curiamo una piaga, se solo asciughiamo una lacrima, se solo accogliamo un rifugiato, diventiamo voce profetica di denuncia del male.
E se anche non riusciamo a cambiare il mondo e le strutture del male che producono ingiustizia, armi, violenza e invasioni, inoculiamo però nelle sue vene la certezza che la violenza e il dominio dei forti non sono invincibili; che nessun pianto resterà senza consolazione; che nessuna piaga è incurabile; e che il grido dell’amore mai smetterà di attraversare i cuori.
Com’è incredibile il Vangelo: un bicchiere d’acqua contro i carri armati!
Il passaparola di oggi ci invita a guardare la storia con gli occhi di Dio, con la certezza che i violenti e i fautori del male, prima o poi, si autodistruggeranno e che dalle macerie vedremo spuntare qualche sconosciuto profeta, con un bicchiere d’acqua in mano…
E la speranza va…
Don Nino Carta
9.6.2026
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