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PASSAPAROLA. “VIVERE LA VICINANZA”

PASSAPAROLA. “VIVERE LA VICINANZA”


Una cosa è essere vicini geograficamente; un’altra, molto più profonda e coinvolgente, è dare vita a una vicinanza divina, come ci chiede il passaparola di oggi: un vero salto di qualità dalla semplice vicinanza fisica all’autentica e travolgente vicinanza, frutto dell’amore di Dio in noi e tra noi, che proprio per questo non smette mai di farsi dono.

Mentre la vicinanza umana, infatti, è un dato oggettivo e quasi statistico, la vicinanza vissuta nell’amore e per amore è un continuo aprirsi agli altri con autenticità, costruendo così con essi, in ogni momento, una presenza fatta di empatia, di ascolto, di condivisione e di vera comunione.

Ma quante volte, purtroppo, ci capita che, nonostante nel nostro tempo sembriamo più vicini e forse anche più connessi, troppe volte ci ritroviamo più soli che mai.

Il problema, infatti, non è nella quantità, ma nella qualità delle nostre connessioni e del nostro vivere la vicinanza.

Questa richiede da noi una vera autenticità nei rapporti, senza paura di mostrarci come siamo realmente, con il rischio anche di farci vedere e conoscere nella profondità del nostro essere.

È per questo che, per una vera vicinanza, non basta limitarsi a condividere qualche spazio o qualche saluto, ma dobbiamo saper investire tempo e impegno nella cura dei nostri rapporti, trasformando gli spazi condivisi in occasioni di ascolto attivo e di autentica condivisione.

Per questo, però, prima di tutto è fondamentale saperci sintonizzare sul vissuto di chi ci sta accanto, iniziando dal rispetto dei suoi silenzi e dal saper accogliere le sue fragilità, senza pretendere di risolverle a tutti i costi: un vero gioco di equilibri tra distanza e vicinanza!

Il passaggio dall’essere vicini al vivere la vicinanza diventa allora una continua e stupenda avventura d’amore, quello vero… con la A maiuscola, perché è uno sforzo continuo di vivere come nella Trinità, cercando di fare continuamente di essa la nostra casa.

Voi del ritiro della CLCCM ricordate le domande:
“Dove abiti?”
“Venite e vedete”.

Nel ritiro di qualche giorno fa della comunità brasiliana “Comunione e Missione”, in tanti momenti ho avuto l’impressione di vivere accanto a fratelli e sorelle che, più che per lo spazio, erano vicini al mio cuore per una vicinanza trinitaria, in una gara emozionante a chi amava per primo.

Vicinanza che, come ogni momento di Dio, anche oggi lascia raggi di ricordi e di nostalgia da vivere non solo in casa, con le nostre famiglie, ma con il desiderio profondamente missionario di andare in tutto il mondo per gridare a tutti che solo con una vicinanza così divina il mondo potrà vivere in pace e con la gioia nel cuore:

“Che cercate?”
“Dove abiti?”
“Venite e vedete…”

Sì, solo il vivere una vicinanza così può rispondere a ogni nostro desiderio!

Don Nino Carta
6.7.2026

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