CartaStraccia.News

“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

Editors Choice

7/recent/post-list

Reggio Calabria. Francesco Cannizzaro, il sindaco che ha scelto di cominciare dalla responsabilità

Reggio Calabria.  Francesco Cannizzaro, il sindaco che ha scelto di cominciare dalla responsabilità

L'Editoriale di Luigi Palamara 

Cannizzaro rompe gli indugi: "Basta alibi, la priorità è rimettere in moto Reggio"

​Nel suo intervento a Palazzo San Giorgio il sindaco affronta tutti i nodi cruciali, dai rifiuti alla Polizia locale, dal bilancio ai dirigenti, scegliendo di metterci la faccia e rivendicando una politica fatta di presenza fisica, velocità e assunzione diretta di responsabilità.


Alcuni sindaci arrivano a Palazzo e, per qualche tempo, si limitano a prendere le misure delle stanze. Francesco Cannizzaro, invece, ha dato l’impressione di voler misurare subito i problemi.

Nel Consiglio comunale del 30 luglio 2026, nell’Aula “Pietro Battaglia” di Palazzo San Giorgio, è intervenuto alla fine della seduta. Aveva pensato di non parlare. Poi ha ascoltato il dibattito e ha deciso di farlo. È già un primo elemento da considerare: un sindaco che ascolta prima di rispondere e che, quando prende la parola, prova a dare una direzione politica a ciò che è stato discusso.

Il suo intervento è stato lungo, a tratti ruvido, certamente politico. Ma dentro quella lunga riflessione si riconosce un filo preciso: la volontà di imprimere alla nuova consiliatura un ritmo diverso.

Cannizzaro ha detto che bisogna andare di fretta. Non per la fretta di chi vuole apparire, ma per quella di chi pensa che la città abbia già atteso troppo. Ha scherzato con il consigliere Pazzano, invitandolo ad allenarsi per stare dietro al passo della nuova amministrazione. Dietro la battuta c’era un messaggio semplice: il tempo della prudenza immobile è finito.

Naturalmente la velocità, in politica, non è di per sé una virtù. Può diventare superficialità. Ma può essere anche una forma di rispetto verso una comunità che chiede risposte. Cannizzaro sembra voler imboccare questa seconda strada: correre, ma sapendo dove andare.

Una politica presente.

Uno dei punti più netti del suo intervento riguarda la partecipazione alle commissioni e alle sedute del Consiglio comunale.

Il sindaco ha rivendicato la scelta di abolire la partecipazione da remoto per i consiglieri, estendendo all’Aula il principio già introdotto per le commissioni. La sua idea è chiara: chi rappresenta i cittadini deve esserci fisicamente.

È una scelta che potrà essere discussa e criticata. Ma ha una sua coerenza. Cannizzaro aveva annunciato questa intenzione in campagna elettorale e l’ha trasformata in un atto amministrativo. In politica, mantenere ciò che si è promesso non dovrebbe essere un fatto eccezionale. Eppure spesso lo è.

Il sindaco ha però precisato che la presenza obbligatoria dei consiglieri non comporterà una chiusura nei confronti dei cittadini. Le dirette streaming saranno mantenute sia per il Consiglio sia per le commissioni. Ha ricordato, con un passaggio personale e quasi domestico, che sua madre stava seguendo l’intervento da un iPad.

È stata un’immagine semplice, forse la più efficace dell’intera seduta. La politica deve tornare in presenza per chi ha il dovere di decidere, ma deve restare accessibile a chi vuole controllare e partecipare.

Cannizzaro propone, dunque, una distinzione sensata: responsabilità fisica per gli eletti, trasparenza digitale per i cittadini.

Dirigenti e politica: basta con le stanze separate.

Un altro passaggio importante ha riguardato il rapporto tra apparato politico e struttura amministrativa.

Il sindaco ha salutato i dirigenti presenti in Aula, ma li ha anche avvertiti che dovranno abituarsi a partecipare con maggiore frequenza ai lavori delle commissioni.

Il tono è stato fermo: devono farlo per dovere. Ma subito dopo ha aggiunto di aspettarsi da loro collaborazione, competenza e spirito costruttivo.

Cannizzaro ha parlato di uno scollamento tra politica e amministrazione maturato negli anni. Ha promesso che con la nuova maggioranza questo distacco non si ripeterà.

È un obiettivo ambizioso. Molte amministrazioni falliscono proprio qui: la politica decide, gli uffici rallentano; oppure gli uffici lavorano e la politica non assume la responsabilità delle decisioni. Cannizzaro sembra voler costruire un unico circuito istituzionale, nel quale ciascuno risponda del proprio ruolo.

Non significa confondere le funzioni. Significa evitare che il Comune diventi un insieme di compartimenti chiusi, dove tutti hanno una competenza ma nessuno ha davvero una responsabilità.

La Polizia locale e il valore della dignità.

La parte più articolata dell’intervento ha riguardato la Polizia locale.

Cannizzaro ha risposto alle critiche sollevate dall’opposizione e da una rappresentanza sindacale. Lo ha fatto con toni duri, lasciando intendere che alcune rivendicazioni potrebbero essere legate anche a vicende personali. È un terreno delicato, sul quale sarà necessario mantenere sempre equilibrio e rispetto dei ruoli.

Ma oltre alla polemica, il sindaco ha descritto ciò che ha trovato visitando il Comando: stanze prive di climatizzazione, ambienti trascurati, uffici in condizioni precarie, richieste rimaste senza risposta e perfino una sala nuova, dotata di impianto audio e poltrone, utilizzata come deposito.

Qui l’intervento ha acquistato concretezza.

Un Corpo di Polizia locale non può essere chiamato a garantire ordine, viabilità, sicurezza e assistenza ai cittadini se lavora in condizioni indecorose. Prima ancora delle uniformi e dei regolamenti, viene la dignità del lavoro.

Cannizzaro ha promesso interventi per migliorare gli spazi, restituire funzionalità al Comando e dare una nuova identità anche visiva agli ambienti. Può sembrare un dettaglio, ma non lo è. I luoghi di lavoro raccontano quanto un’amministrazione rispetti i propri dipendenti.

Il sindaco ha poi indicato una diversa filosofia operativa: “più sorrisi che multe”.

È una formula efficace, purché non venga fraintesa. Il buon senso non può diventare tolleranza verso chi viola le regole. Cannizzaro lo ha precisato: le norme devono essere rispettate, soprattutto quando si tratta di abbandono dei rifiuti, sicurezza stradale e comportamenti pericolosi.

Il suo modello sembra essere quello di una Polizia locale meno distante, più vicina ai cittadini e ai turisti, ma nello stesso tempo rigorosa con i trasgressori.

Biciclette, lungomare e sicurezza urbana.

Il sindaco ha ricordato anche alcuni interventi già avviati.

Ha riattivato il servizio in bicicletta, utilizzando mezzi che giacevano nei garage e coinvolgendo gli agenti più preparati. Ha rafforzato il presidio sul lungomare e su corso Garibaldi. Ha intensificato i controlli sui monopattini e sulle biciclette elettriche modificate, segnalate come pericolose da commercianti e cittadini.

Sono misure forse minori rispetto ai grandi problemi della città, ma la qualità di un’amministrazione si vede anche dalla capacità di occuparsi delle cose quotidiane.

Una bicicletta utilizzata anziché lasciata in deposito, un controllo svolto al momento giusto, una presenza visibile sul corso principale: sono piccole scelte che, sommate, possono cambiare la percezione di sicurezza e ordine.

Cannizzaro ha anche sottolineato il contributo degli agenti impegnati a San Ferdinando, nell’ambito di un’operazione coordinata dalle autorità competenti. Ha voluto così mostrare che la Polizia locale non è un Corpo marginale, ma parte integrante del sistema istituzionale.

Sindacati: rispetto, ma senza soggezioni.

Il sindaco ha rivendicato il proprio rispetto per i sindacati, ricordando il lavoro svolto per la stabilizzazione di migliaia di persone.

Ha però aggiunto che il ruolo sindacale, pur essendo importante, non è automaticamente immune da errori o interessi particolari.

La posizione può essere riassunta così: ascoltare tutti, ma non delegare a nessuno le scelte dell’amministrazione.

È un atteggiamento legittimo, a condizione che il confronto resti aperto e che le critiche non vengano liquidate soltanto come strumentali. Cannizzaro ha mostrato di voler governare senza paura del conflitto. Ora dovrà dimostrare di saper trasformare anche il conflitto in decisioni utili.

Il bilancio e la TARI non aumentata.

Sul piano finanziario, Cannizzaro ha riconosciuto i meriti della struttura comunale e una parte del lavoro svolto dalla precedente amministrazione.

Non è un passaggio secondario. In politica non accade spesso che chi arriva riconosca qualcosa a chi è andato via.

Il sindaco ha definito soddisfacente, anche se non perfetto, l’impianto finanziario ereditato. Ha ringraziato il dirigente Franco Consiglio e il settore Finanze, lasciando intendere di volerne valorizzare le competenze.

Nello stesso tempo ha rivendicato il risultato ottenuto dalla nuova amministrazione: l’approvazione degli atti senza aumentare la TARI.

Cannizzaro ha raccontato di essersi recato più volte a Catanzaro e di aver lavorato con Arrical per trovare una soluzione. Il messaggio politico è evidente: il quadro ricevuto non sarebbe stato sufficiente, da solo, a evitare un aggravio per i cittadini.

Il sindaco si è attribuito il merito dell’esito finale. È comprensibile. Ma ha anche invitato il Consiglio a vivere quel risultato come un momento unitario.

È probabilmente questo il tono migliore emerso dal suo intervento: riconoscere ciò che è stato fatto, correggere ciò che non funzionava e rivendicare ciò che si riesce a migliorare.

La riscossione, problema antico.

Cannizzaro ha poi affrontato il tema della riscossione dei tributi.

Ha definito il problema “atavico” e ha ricordato che non è stato risolto negli ultimi dodici anni. Ma invece di limitarsi all’accusa, ha proposto un lavoro comune.

Ha invitato maggioranza e opposizione a studiare modelli italiani ed europei, valutando quali possano essere adattati a Reggio Calabria.

È un approccio pragmatico. Il sindaco non ha promesso una soluzione immediata. Ha ammesso che il problema potrebbe richiedere anni. In una politica abituata a promettere risultati facili, anche riconoscere la difficoltà può essere una forma di serietà.

Ha detto che, qualora l’obiettivo venisse raggiunto, il merito dovrebbe essere attribuito all’intero Consiglio comunale.

Sono parole da verificare nei fatti, ma indicano una disponibilità alla collaborazione che sarebbe utile non disperdere.

I rifiuti e la responsabilità assunta in prima persona.

Il tema centrale dell’intervento è stato quello dei rifiuti.

Cannizzaro ha usato un’espressione forte: ha detto di aver trovato “il Vietnam”. Ha parlato di quartieri mai puliti, erba non sfalciata, discariche accumulate e un sistema di raccolta incapace di funzionare in modo ordinario.

Ha denunciato una situazione contrattuale confusa, sostenendo che la nuova azienda operi ancora in proroga secondo condizioni legate al precedente servizio e senza aver firmato il contratto definitivo.

Avrebbe potuto usare tutto questo per costruire una lunga requisitoria contro chi lo ha preceduto. Ha scelto, almeno secondo quanto ha dichiarato, di non farlo.

Cannizzaro ha mantenuto per sé la delega ai rifiuti e ha deciso di assumersi direttamente la responsabilità del settore.

Questa è forse la scelta politicamente più rischiosa e, allo stesso tempo, quella che meglio definisce l’inizio della sua consiliatura.

Il sindaco non si è nascosto dietro un assessore. Non ha cercato un parafulmine. Ha scelto di metterci la faccia.

Ora, naturalmente, dovrà metterci anche i risultati.

La comunicazione ostile e il rischio della propaganda.

Cannizzaro ha denunciato l’esistenza di profili social falsi e di una strategia politica finalizzata a utilizzare il problema dei rifiuti per delegittimare la nuova amministrazione.

Ha parlato dei partiti come di alberi, con tronchi, rami e foglie: anche quando una foglia cade, ha detto, continua a essere riconosciuta come parte dell’albero da cui proviene.

È stata un’immagine polemica, ma non priva di efficacia.

Il sindaco ha invitato l’opposizione a cambiare strategia, sostenendo che non si possa attribuire a un’amministrazione insediata da pochi giorni una situazione prodotta in molti anni.

Ha ragione su un punto: nessuno può pretendere che un problema strutturale venga risolto in poche settimane.

Ma è altrettanto vero che, da questo momento in avanti, il tempo comincerà a essere misurato sulla capacità della nuova amministrazione di migliorare le cose.

Cannizzaro sembra saperlo. Per questo ha detto di avere almeno cinque anni davanti e di essere determinato a risolvere il problema.

Le telecamere e la lotta ai trasgressori.

Il sindaco ha annunciato l’installazione di cinquanta telecamere in tutta la città.

Ha precisato che non si tratta di una caccia al cittadino, ma di una caccia al trasgressore.

La distinzione è importante.

Una città pulita non dipende soltanto dall’efficienza del servizio pubblico. Dipende anche dai comportamenti individuali. Se una strada viene ripulita al mattino e torna sporca poche ore dopo, il problema non può essere attribuito esclusivamente all’amministrazione.

Cannizzaro ha promesso fermezza contro gli abbandoni e ha annunciato un protocollo con un altro Corpo di polizia per rafforzare i controlli.

Il messaggio è chiaro: il cittadino corretto deve essere tutelato; chi sporca deve sapere che esistono conseguenze.

È una linea giusta, purché sia accompagnata da servizi adeguati. Non si può chiedere disciplina senza garantire punti di conferimento, raccolta regolare e informazioni comprensibili.

Le isole ecologiche.

Proprio su questo punto il sindaco ha riconosciuto che l’unica isola ecologica di Condera non basta.

Ha criticato il fatto che, in dodici anni, ne sia stata realizzata soltanto una e ha annunciato un obiettivo ambizioso: almeno un’isola ecologica per ogni circoscrizione.

Ha chiesto anche il contributo dell’opposizione per individuare le aree più adatte, ammettendo che una precedente localizzazione non gli appare strategica.

È un segnale positivo. Governare non significa soltanto annunciare decisioni già prese. Significa anche accettare che una soluzione possa essere migliorata attraverso il confronto.

Cannizzaro ha ricordato che la realizzazione di un’isola ecologica richiede autorizzazioni, pareri e tempi tecnici. Non ha promesso miracoli immediati. Ha però indicato una direzione concreta.

Un nuovo piano di raccolta.

Dopo numerose riunioni con l’azienda e con gli uffici, il sindaco ha annunciato la presentazione di un nuovo piano di raccolta.

Ha detto apertamente che quello attuale non funziona.

Anche questa ammissione merita attenzione. Un amministratore credibile non è colui che sostiene che tutto va bene, ma quello che individua ciò che non funziona e prova a correggerlo.

Cannizzaro ha spiegato che il nuovo piano richiederà tempo, ma che alcuni servizi saranno attivati già nei prossimi giorni, accompagnati da una comunicazione più puntuale ai cittadini.

La comunicazione, in materia di rifiuti, non è un dettaglio. Un sistema può essere tecnicamente valido, ma fallire se le persone non comprendono giorni, modalità e luoghi del conferimento.

Il raddoppio dei conferimenti.

Tra i primi risultati rivendicati dal sindaco vi è il raddoppio della quantità di rifiuti che la città può conferire negli impianti.

Cannizzaro ha spiegato di aver rappresentato ad Arrical il rischio concreto di un’emergenza e di aver ottenuto, in tempi brevi, un aumento della capacità di conferimento.

Non ha definito l’operazione un miracolo. Ha detto, più semplicemente, che è stata il risultato di un problema spiegato con chiarezza e affrontato attraverso i rapporti istituzionali.

È questa, forse, la politica più utile: non quella che alza la voce, ma quella che apre una porta e ottiene una soluzione.

Il piglio giusto.

Nel suo intervento Cannizzaro ha parlato di amministrazione, dirigenti, commissioni, Polizia locale, sindacati, bilancio, tasse, riscossione, rifiuti, controlli, telecamere, isole ecologiche e nuovo piano di raccolta.

Ha toccato molti temi, forse troppi per un solo discorso. Ma ne è uscita l’immagine di un sindaco che vuole occupare pienamente il proprio ruolo.

Un sindaco presente, veloce, talvolta polemico, certamente determinato.

Il rischio sarà quello di trasformare l’energia in scontro permanente. La sfida sarà invece utilizzare quella stessa energia per unire gli uffici, responsabilizzare la maggioranza, rispettare l’opposizione e restituire fiducia ai cittadini.

Cannizzaro ha iniziato la sua consiliatura con il piglio giusto perché non ha cercato alibi. Ha riconosciuto alcuni meriti del passato, ne ha denunciato i limiti, ha assunto su di sé i problemi più difficili e ha indicato obiettivi verificabili.

Ha detto che correrà.

Reggio Calabria non gli chiederà di vincere ogni gara. Gli chiederà di non perdere la direzione.

Per ora il nuovo sindaco ha dimostrato di voler partire senza esitazioni, con una convinzione che attraversa tutto il suo intervento: governare significa esserci, rispondere e assumersi la responsabilità delle scelte.

Non è poco, per un inizio. Ma è soltanto l’inizio.

L'inizio dell'inizio come ama dire il Sindaco

Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno di Roccaforte del Greco detto L'Arciere

@luigi.palamara

Reggio Calabria.  Francesco Cannizzaro, il sindaco che ha scelto di cominciare dalla responsabilità L'Editoriale di Luigi Palamara  Cannizzaro rompe gli indugi: "Basta alibi, la priorità è rimettere in moto Reggio" ​Nel suo intervento a Palazzo San Giorgio il sindaco affronta tutti i nodi cruciali, dai rifiuti alla Polizia locale, dal bilancio ai dirigenti, scegliendo di metterci la faccia e rivendicando una politica fatta di presenza fisica, velocità e assunzione diretta di responsabilità. Alcuni sindaci arrivano a Palazzo e, per qualche tempo, si limitano a prendere le misure delle stanze. Francesco Cannizzaro, invece, ha dato l’impressione di voler misurare subito i problemi. Nel Consiglio comunale del 30 luglio 2026, nell’Aula “Pietro Battaglia” di Palazzo San Giorgio, è intervenuto alla fine della seduta. Aveva pensato di non parlare. Poi ha ascoltato il dibattito e ha deciso di farlo. È già un primo elemento da considerare: un sindaco che ascolta prima di rispondere e che, quando prende la parola, prova a dare una direzione politica a ciò che è stato discusso. Il suo intervento è stato lungo, a tratti ruvido, certamente politico. Ma dentro quella lunga riflessione si riconosce un filo preciso: la volontà di imprimere alla nuova consiliatura un ritmo diverso. Cannizzaro ha detto che bisogna andare di fretta. Non per la fretta di chi vuole apparire, ma per quella di chi pensa che la città abbia già atteso troppo. Ha scherzato con il consigliere Pazzano, invitandolo ad allenarsi per stare dietro al passo della nuova amministrazione. Dietro la battuta c’era un messaggio semplice: il tempo della prudenza immobile è finito. Naturalmente la velocità, in politica, non è di per sé una virtù. Può diventare superficialità. Ma può essere anche una forma di rispetto verso una comunità che chiede risposte. Cannizzaro sembra voler imboccare questa seconda strada: correre, ma sapendo dove andare. Una politica presente Uno dei punti più netti del suo intervento riguarda la partecipazione alle commissioni e alle sedute del Consiglio comunale. Il sindaco ha rivendicato la scelta di abolire la partecipazione da remoto per i consiglieri, estendendo all’Aula il principio già introdotto per le commissioni. La sua idea è chiara: chi rappresenta i cittadini deve esserci fisicamente. È una scelta che potrà essere discussa e criticata. Ma ha una sua coerenza. Cannizzaro aveva annunciato questa intenzione in campagna elettorale e l’ha trasformata in un atto amministrativo. In politica, mantenere ciò che si è promesso non dovrebbe essere un fatto eccezionale. Eppure spesso lo è. Il sindaco ha però precisato che la presenza obbligatoria dei consiglieri non comporterà una chiusura nei confronti dei cittadini. Le dirette streaming saranno mantenute sia per il Consiglio sia per le commissioni. Ha ricordato, con un passaggio personale e quasi domestico, che sua madre stava seguendo l’intervento da un iPad. È stata un’immagine semplice, forse la più efficace dell’intera seduta. La politica deve tornare in presenza per chi ha il dovere di decidere, ma deve restare accessibile a chi vuole controllare e partecipare. Cannizzaro propone, dunque, una distinzione sensata: responsabilità fisica per gli eletti, trasparenza digitale per i cittadini. Dirigenti e politica: basta con le stanze separate Un altro passaggio importante ha riguardato il rapporto tra apparato politico e struttura amministrativa. Il sindaco ha salutato i dirigenti presenti in Aula, ma li ha anche avvertiti che dovranno abituarsi a partecipare con maggiore frequenza ai lavori delle commissioni. Il tono è stato fermo: devono farlo per dovere. Ma subito dopo ha aggiunto di aspettarsi da loro collaborazione, competenza e spirito costruttivo. Cannizzaro ha parlato di uno scollamento tra politica e amministrazione maturato negli anni. Ha promesso che con la nuova maggioranza questo distacco non si ripeterà. Editoriale completo su CartaStraccia.News

♬ audio originale - Luigi Palamara

Posta un commento

0 Commenti