PASSAPAROLA. «AFFRONTARE CON CORAGGIO CIÒ CHE ACCADE»
Nella vita di ogni giorno, il nostro cammino si presenta spesso come un enigma, carico di incertezze, di sfide impreviste e, talvolta, di croci inattese.
Di fronte a ciò che non possiamo controllare, è naturale provare paura o ansia, sentimenti che possono paralizzare il nostro cammino e alimentare il desiderio di fuggire.
Eppure, la prospettiva cristiana ci invita a un radicale cambiamento di sguardo: non siamo chiamati a subire la realtà né a temere il futuro, ma ad abitare il presente con audacia e fiducia.
Il coraggio, infatti, non è la semplice assenza di paura, né una forza stoica o un’ostentazione di autosufficienza. Il vero coraggio nasce, invece, dalla profonda consapevolezza di non essere mai soli.
È per questo che le due parole «non temere» costituiscono il ritornello che risuona nella Bibbia, dalla Genesi fino all’Apocalisse, per farci comprendere che la nostra forza non risiede soltanto nelle nostre capacità, ma soprattutto nella presenza viva di Dio, che cammina insieme a noi.
Gesù stesso non ci ha mai promesso una vita priva di tempeste; ci ha promesso, però, di rimanere con noi sulla barca mentre le attraversiamo.
«Affrontare con coraggio ciò che accade», allora, significa accogliere la realtà così com’è, senza mascherarla, ma illuminandola con la luce della speranza.
Così, ogni avvenimento, anche il più buio e doloroso, se vissuto nella fede, può trasformarsi in un autentico momento di grazia e in un’occasione di purificazione e di crescita spirituale.
In Gesù, infatti, la croce non è l’ultima parola, ma il passaggio necessario verso la Risurrezione.
Con questa certezza nel cuore, noi cristiani siamo chiamati ogni giorno a compiere il primo passo, prendendo in mano la nostra vita con responsabilità e aprendoci, nello stesso tempo, alla Provvidenza.
Guardare in faccia le difficoltà con il sorriso della fede non significa essere ingenui, ma vivere con consapevolezza e confidare in Colui nel quale abbiamo riposto la nostra fiducia.
Ciò che accade, infatti, rappresenta soltanto una parte della nostra storia; l’altra parte la scriviamo noi, attraverso il modo in cui scegliamo di rispondere.
Coraggio, allora: non temiamo le crepe della vita, perché è proprio attraverso di esse che, spesso, entra nel nostro cuore la luce di Dio.
Don Nino Carta
6 agosto 2026
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