PASSAPAROLA. «PREFERIRE LA VERITÀ AL CONSENSO»
Scegliere la verità prima del consenso non è semplicemente un’opzione coraggiosa, ma la colonna portante di una vita autenticamente cristiana. In un mondo che spesso misura il valore di un’idea in base al numero di “mi piace”, a quante persone la condividono o alla convenienza del momento, la fede ci chiama a compiere con decisione un passo controcorrente.
Gesù, infatti, non ha mai cercato l’approvazione della folla; al contrario, ha camminato sulla strada della Verità, con la “V” maiuscola, sapendo bene che quella via lo avrebbe condotto all’incomprensione e, infine, alla croce.
Cercare il consenso a tutti i costi ci trasforma in “camaleonti spirituali”, ossia in persone che si adeguano all’opinione comune pur di non scontentare nessuno. Così facendo, però, finiamo per svuotare di significato la nostra testimonianza. La Verità cristiana, infatti, non è un’ideologia da imporre con durezza o con violenza, ma una Persona, Gesù, da seguire con amore e umiltà.
Preferire la verità al consenso significa, allora, avere innanzitutto il coraggio di pronunciare la parola giusta anche quando è scomoda; difendere chi non ha voce, anche quando la maggioranza preferisce voltarsi dall’altra parte; custodire la propria integrità morale, anche quando nessuno ci sostiene e neppure ci guarda.
Naturalmente, non si tratta di cercare lo scontro o di ergersi a giudici degli altri, ma di ancorare la propria vita a una roccia salda, che non vacilla al mutare dei venti culturali.
Chi vive alla ricerca del consenso, infatti, sperimenta l’ansia costante di dover compiacere gli uomini; chi, invece, si sforza di vivere nella verità può conoscere e sperimentare la libertà profonda che viene unicamente da Dio.
In ultima analisi, scegliere la verità significa fidarsi del Vangelo più che del giudizio del mondo, sapendo che soltanto la Verità — quella vissuta nella carità — ha il potere di renderci davvero liberi.
Don Nino Carta
1º agosto 2026
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