CartaStraccia.News

“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

Editors Choice

7/recent/post-list

Reggio Calabria cancella una ferita lunga vent’anni: giù gli ecomostri di San Brunello

Reggio Calabria cancella una ferita lunga vent’anni: giù gli ecomostri di San Brunello

Il ministro Bernini alla Mediterranea con il sindaco Cannizzaro e il rettore Zimbalatti. Le ex Palazzine Ardis saranno demolite: al loro posto un nuovo progetto di rigenerazione urbana

L'Editoriale di Luigi Palamara 

REGGIO CALABRIA – Una colata di cemento abbandonata da oltre vent’anni, simbolo delle incompiute e del degrado urbano, è destinata finalmente a scomparire. Il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, è arrivato oggi, giovedì 6 agosto 2026, a Reggio Calabria per annunciare l’abbattimento degli ecomostri di San Brunello, le quattro strutture conosciute come ex Palazzine Ardis.

Nel pomeriggio il ministro ha raggiunto la Cittadella dell’Università Mediterranea insieme al sindaco Francesco Cannizzaro e al rettore Giuseppe Zimbalatti. Al centro della visita istituzionale, il futuro dell’enorme area incompiuta che si trova davanti alla collina dell’Ateneo e che per anni ha rappresentato una delle ferite urbanistiche più evidenti della città.

Le strutture in cemento armato, inizialmente progettate per ospitare una Casa dello studente, non sono mai state completate. Da allora sono rimaste abbandonate, esposte al deterioramento e diventate il monumento di un progetto fallito, in una posizione strategica tra l’Università Mediterranea e il quartiere di San Brunello.

Adesso arriva la svolta: le ex Palazzine Ardis saranno demolite per lasciare spazio a un intervento di rigenerazione urbana destinato a ricucire il rapporto tra l’Ateneo e la città.

Non si tratta soltanto di eliminare quattro scheletri di cemento. L’obiettivo è restituire alla comunità un’area di grande valore ambientale, paesaggistico e funzionale, creando nuovi servizi universitari, percorsi verdi e spazi aperti anche ai cittadini.

L’abbattimento degli ecomostri rappresenta dunque il primo passo di una trasformazione più ampia. Una promessa attesa per anni, che oggi assume il valore di una scelta politica e amministrativa precisa: cancellare il degrado e costruire, nello stesso luogo, una nuova porta d’accesso alla città universitaria.

La presenza congiunta del ministro Bernini, del sindaco Cannizzaro e del rettore Zimbalatti segnala la volontà di far convergere Governo, Comune e Università su un progetto che potrà cambiare il volto di San Brunello.

Per Reggio Calabria è il momento di chiudere definitivamente la stagione delle incompiute. Gli scheletri di cemento che per decenni hanno dominato l’area della Mediterranea hanno adesso una data di scadenza. Dopo anni di annunci e attese, la città chiede che alle parole seguano rapidamente ruspe, demolizione e cantieri.

Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno

@luigi.palamara

Reggio Calabria cancella una ferita lunga vent’anni: giù gli ecomostri di San Brunello Il ministro Bernini alla Mediterranea con il sindaco Cannizzaro e il rettore Zimbalatti. Le ex Palazzine Ardis saranno demolite: al loro posto un nuovo progetto di rigenerazione urbana L'Editoriale di Luigi Palamara  REGGIO CALABRIA – Una colata di cemento abbandonata da oltre vent’anni, simbolo delle incompiute e del degrado urbano, è destinata finalmente a scomparire. Il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, è arrivato oggi, giovedì 6 agosto 2026, a Reggio Calabria per annunciare l’abbattimento degli ecomostri di San Brunello, le quattro strutture conosciute come ex Palazzine Ardis. Nel pomeriggio il ministro ha raggiunto la Cittadella dell’Università Mediterranea insieme al sindaco Francesco Cannizzaro e al rettore Giuseppe Zimbalatti. Al centro della visita istituzionale, il futuro dell’enorme area incompiuta che si trova davanti alla collina dell’Ateneo e che per anni ha rappresentato una delle ferite urbanistiche più evidenti della città. Le strutture in cemento armato, inizialmente progettate per ospitare una Casa dello studente, non sono mai state completate. Da allora sono rimaste abbandonate, esposte al deterioramento e diventate il monumento di un progetto fallito, in una posizione strategica tra l’Università Mediterranea e il quartiere di San Brunello. Adesso arriva la svolta: le ex Palazzine Ardis saranno demolite per lasciare spazio a un intervento di rigenerazione urbana destinato a ricucire il rapporto tra l’Ateneo e la città. Non si tratta soltanto di eliminare quattro scheletri di cemento. L’obiettivo è restituire alla comunità un’area di grande valore ambientale, paesaggistico e funzionale, creando nuovi servizi universitari, percorsi verdi e spazi aperti anche ai cittadini. L’abbattimento degli ecomostri rappresenta dunque il primo passo di una trasformazione più ampia. Una promessa attesa per anni, che oggi assume il valore di una scelta politica e amministrativa precisa: cancellare il degrado e costruire, nello stesso luogo, una nuova porta d’accesso alla città universitaria. La presenza congiunta del ministro Bernini, del sindaco Cannizzaro e del rettore Zimbalatti segnala la volontà di far convergere Governo, Comune e Università su un progetto che potrà cambiare il volto di San Brunello. Per Reggio Calabria è il momento di chiudere definitivamente la stagione delle incompiute. Gli scheletri di cemento che per decenni hanno dominato l’area della Mediterranea hanno adesso una data di scadenza. Dopo anni di annunci e attese, la città chiede che alle parole seguano rapidamente ruspe, demolizione e cantieri. Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno

♬ audio originale - Luigi Palamara

Posta un commento

0 Commenti