Reggio “fresca e solidale”: quando il caldo costringe la politica a ricordarsi dei più fragili
L'Editoriale di Luigi Palamara
Il caldo, si sa, non è democratico. Colpisce tutti, ma non tutti allo stesso modo. C’è chi lo affronta dietro una finestra chiusa, con il condizionatore acceso e una bottiglia d’acqua sul tavolo. E c’è chi, invece, resta prigioniero di una casa rovente, della solitudine, dell’età o semplicemente della mancanza di mezzi.
È a questi cittadini che si rivolge il piano straordinario “Reggio fresca e solidale”, approvato dalla Giunta comunale su proposta dell’assessore alla Protezione civile, Massimo Ripepi.
L’iniziativa prevede l’apertura di quattro spazi pubblici climatizzati, distribuiti in altrettante zone della città. Luoghi nei quali trovare riparo durante le giornate da bollino rosso, quando il caldo smette di essere un fastidio stagionale e diventa un pericolo concreto.
Il meccanismo annunciato è semplice: il cittadino che ha bisogno di assistenza potrà contattare la Polizia locale al numero 0965 53004. Una squadra della Protezione civile raggiungerà la sua abitazione e, qualora non disponga di un mezzo proprio, lo accompagnerà in uno dei centri refrigerati.
Ma il piano non si ferma all’aria condizionata.
Per le persone sole, anziane o impossibilitate a uscire di casa è previsto anche un servizio di assistenza per l’acquisto di generi alimentari e farmaci urgenti. Saranno gli operatori della Protezione civile a ritirare quanto necessario e a consegnarlo direttamente al domicilio del cittadino.
Il servizio sarà attivo esclusivamente nelle giornate contrassegnate dal bollino rosso, come quelle previste per giovedì e venerdì.
È una misura utile. Forse persino necessaria. Ma sarebbe un errore trasformarla nella solita medaglia da appuntare sul petto dell’amministrazione. Aiutare un anziano che non può comprare una medicina non è eroismo politico: è il minimo sindacale di una comunità civile.
La solidarietà pubblica non dovrebbe nascere soltanto quando il termometro supera i quaranta gradi. E una città non diventa davvero “fresca e solidale” per il titolo ben riuscito di una delibera, ma per la puntualità con cui un telefono risponde, per la rapidità con cui arriva una squadra e per la dignità con cui viene trattato chi chiede aiuto.
Ora, dunque, la parola passa ai fatti.
Perché il caldo non aspetta i comunicati stampa. E nemmeno chi è rimasto solo.
Reggio Calabria 05 agosto 2026
Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno
@luigi.palamara Reggio “fresca e solidale”: quando il caldo costringe la politica a ricordarsi dei più fragili L'Editoriale di Luigi Palamara Il caldo, si sa, non è democratico. Colpisce tutti, ma non tutti allo stesso modo. C’è chi lo affronta dietro una finestra chiusa, con il condizionatore acceso e una bottiglia d’acqua sul tavolo. E c’è chi, invece, resta prigioniero di una casa rovente, della solitudine, dell’età o semplicemente della mancanza di mezzi. È a questi cittadini che si rivolge il piano straordinario “Reggio fresca e solidale”, approvato dalla Giunta comunale su proposta dell’assessore alla Protezione civile, Massimo Ripepi. L’iniziativa prevede l’apertura di quattro spazi pubblici climatizzati, distribuiti in altrettante zone della città. Luoghi nei quali trovare riparo durante le giornate da bollino rosso, quando il caldo smette di essere un fastidio stagionale e diventa un pericolo concreto. Il meccanismo annunciato è semplice: il cittadino che ha bisogno di assistenza potrà contattare la Polizia locale al numero 0965 53004. Una squadra della Protezione civile raggiungerà la sua abitazione e, qualora non disponga di un mezzo proprio, lo accompagnerà in uno dei centri refrigerati. Ma il piano non si ferma all’aria condizionata. Per le persone sole, anziane o impossibilitate a uscire di casa è previsto anche un servizio di assistenza per l’acquisto di generi alimentari e farmaci urgenti. Saranno gli operatori della Protezione civile a ritirare quanto necessario e a consegnarlo direttamente al domicilio del cittadino. Il servizio sarà attivo esclusivamente nelle giornate contrassegnate dal bollino rosso, come quelle previste per giovedì e venerdì. È una misura utile. Forse persino necessaria. Ma sarebbe un errore trasformarla nella solita medaglia da appuntare sul petto dell’amministrazione. Aiutare un anziano che non può comprare una medicina non è eroismo politico: è il minimo sindacale di una comunità civile. La solidarietà pubblica non dovrebbe nascere soltanto quando il termometro supera i quaranta gradi. E una città non diventa davvero “fresca e solidale” per il titolo ben riuscito di una delibera, ma per la puntualità con cui un telefono risponde, per la rapidità con cui arriva una squadra e per la dignità con cui viene trattato chi chiede aiuto. Ora, dunque, la parola passa ai fatti. Perché il caldo non aspetta i comunicati stampa. E nemmeno chi è rimasto solo. Reggio Calabria 05 agosto 2026 Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno
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