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LA PROMESSA DELLE 6.30

LA PROMESSA DELLE 6.30

Il nuovo anno scolastico comincia con un impegno preciso del sindaco: entrare in tutte le scuole di Reggio Calabria, verificarne le condizioni e non lasciare che i problemi restino nascosti dietro cancelli e cerimonie.

Il sindaco sceglie l’alba e mette sul tavolo un impegno semplice da pronunciare, molto più difficile da mantenere: andare scuola per scuola. Ora quella promessa diventa il vero esame dell’anno.

L'Editoriale di Luigi Palamara 


Sono le sei e trenta del mattino.

Reggio Calabria si sveglia lentamente. I bar alzano le serrande, gli autobus ricominciano a riempirsi, gli studenti tornano a occupare strade e marciapiedi con gli zaini sulle spalle e il sonno ancora negli occhi.

È il primo giorno di scuola.

Ma questa volta, più degli auguri, conta una promessa.

Il sindaco sceglie di esserci fin dall’alba e prende un impegno preciso: visitare tutte le scuole della città e verificarne personalmente le condizioni.

Tutte.

È questa la parola che pesa.

Perché entrare in una scuola significa molto più che varcarne il cancello. Significa guardare le aule, i corridoi, le palestre, i servizi. Significa ascoltare dirigenti, insegnanti, famiglie e studenti. Significa vedere ciò che funziona, ma soprattutto ciò che non funziona.

E significa, poi, assumersi la responsabilità di intervenire.

È facile augurare buon anno scolastico.

Più difficile è trasformare quell’augurio in presenza.

Ancora più difficile è trasformare la presenza in risultati.

Ed è proprio qui che la promessa del sindaco acquista valore.

Perché da oggi non sarà soltanto una frase pronunciata nel giorno della prima campanella. Sarà un impegno verificabile.

Scuola dopo scuola.

Problema dopo problema.

Risposta dopo risposta.

Anche Francesco Cannizzaro rivolge il suo augurio agli studenti, agli insegnanti e alle famiglie. E l’auspicio è che ogni ragazzo dia il massimo nello studio, nella formazione, nella costruzione del proprio futuro.

Ma c’è una responsabilità che viene prima.

Prima di chiedere ai ragazzi di dare il massimo, una città deve dimostrare di essere pronta a fare altrettanto per loro.

Non si può chiedere impegno in aule dimenticate.

Non si può parlare di futuro ignorando il presente.

Non si può invitare una generazione a restare a Reggio Calabria se poi quella generazione cresce con la sensazione che i suoi problemi non vengano neppure visti.

Per questo la promessa di visitare tutte le scuole può diventare qualcosa di più di un gesto simbolico.

Può diventare un metodo.

Andare.

Vedere.

Ascoltare.

Intervenire.

E poi tornare.

Perché il punto non è soltanto visitare le scuole una volta. Il punto è capire se, dopo quella visita, qualcosa cambia davvero.

Reggio Calabria conosce bene il dolore delle partenze.

Conosce i ragazzi che studiano qui e poi costruiscono altrove il proprio futuro.

E allora il vero obiettivo non può essere quello di chiedere ai giovani di restare per dovere o per affetto.

Bisogna dare loro una ragione per farlo.

La scuola è il primo luogo da cui cominciare.

Questa mattina il sindaco ha fatto una promessa.

Adesso quella promessa appartiene alla città.

Agli studenti.

Alle famiglie.

Agli insegnanti.

E da oggi ogni cancello scolastico che verrà aperto sarà anche una domanda rivolta a chi governa:

avete visto?

E soprattutto:

che cosa farete adesso?

Il nuovo anno scolastico è appena cominciato.

Per gli studenti iniziano le lezioni.

Per il sindaco, invece, comincia l’esame più importante: mantenere la promessa fatta alle 6.30 del mattino.

Luigi Palamara Giornalista,  Scrittore e Artista Aspromontàno 

@luigi.palamara Gli auguri del Dindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro a tutri fli studenti per l'inizio del nuovo anno scolastico. Reggio Calabria 18 settembre 2026 #scuola #reggiocalabria #sindaco #francescocannizzaro ♬ audio originale - Luigi Palamara

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