PASSAPAROLA. COLTIVARE LA PROPRIA INTERIORITÀ
Nel caos quotidiano e nel ritmo incalzante del mondo contemporaneo, la vita interiore rischia di essere soffocata dai rumori e dalle distrazioni esterne.
Ma il Vangelo ci offre un’alternativa radicale: un invito costante a rientrare in noi stessi per scoprire una fonte di acqua viva che non si esaurisce mai.
“Coltivare la propria interiorità” non vuol dire isolarsi o fuggire dalla realtà; al contrario, significa costruire una dimora salda nello Spirito, fondata sulla fede e sulla consapevolezza di essere immensamente amati da Dio.
Come ci insegnano i grandi maestri della spiritualità cristiana, e non solo, è nel silenzio del cuore che Dio parla più chiaramente: un silenzio mai vuoto, anzi ricco di presenza e di senso.
Coltivare questo spazio intimo richiede disciplina, ascolto e cura quotidiana, attraverso la preghiera e l’ascolto della Parola di Dio, imparando così a discernere ciò che conta da ciò che è superfluo e vano.
Un maestro dello spirito descrive questo cammino come un vero processo di “aratura del terreno dell’anima”, per estirpare le erbacce dell’egoismo, della fretta e del giudizio e lasciare così spazio ai frutti dello Spirito: pace, pazienza, gentilezza e compassione.
In questa prospettiva, l’ottimismo cristiano non è un’illusione consolatoria, ma una speranza profonda, ancorata alla certezza che, in Gesù, il bene ha già vinto e che ogni travaglio interiore porta con sé la promessa di una rinascita.
È chiaro, allora, che una vita interiore così coltivata diventa custode della luce evangelica, capace di trasformare inevitabilmente anche il nostro modo di stare con gli altri.
Chi, infatti, attinge a questa ricchezza non reagisce alle difficoltà con sconforto e rabbia, ma vive con un cuore accogliente e pacificatore, illuminato dall’amore e dall’empatia, grazie a un’interiorità divenuta fonte irradiante di spiritualità.
Più siamo radicati nell’amore, e quindi nell’intimità con Dio, più siamo capaci di donare agli altri una gioia profonda e autentica, diventando, nel nostro piccolo, un segno di speranza e di luce per coloro che incontriamo lungo il nostro cammino.
Non stanchiamoci, allora, di coltivare ogni giorno la nostra interiorità: è un continuo e stupendo cammino dalla saggezza… alla sapienza!
Don Nino Carta
24.9.2026
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