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PASSAPAROLA. “DONIAMO A PIENE MANI”

PASSAPAROLA. “DONIAMO A PIENE MANI”


Donare non è un gesto di resa né un calcolo di convenienza, ma è un atto con il quale restituiamo peso e sostanza alle cose.

Infatti, quando apriamo le nostre braccia per donare a piene mani, rompiamo l’illusione di bastare a noi stessi trattenendo le cose per noi.

È chiaro che non si tratta soltanto di donare dei soldi presi dal portafoglio o degli oggetti che cambiano scaffale, ma di “tempo regalato” senza guardare l’orologio, dell’ascolto che offriamo prima ancora che ci venga chiesto o anche di momenti di pazienza donati a chi sembra non averne più.

Nel gesto del donare a piene mani c’è una forza differente e sottile, una “forza di gravità” buona, che sa rimettere sempre in equilibrio le relazioni.

Chi dona senza risparmiarsi non lo fa per avere un credito in banca, ma perché riconosce che il valore delle risorse, materiali o spirituali che siano, consiste nel farle circolare.

Trattenere, infatti, inaridisce, mentre condividere moltiplica!

In un tempo come il nostro, che misura ogni passo sulla base del ritorno economico e del vantaggio personale, la scelta di fidarsi degli altri, di donare energie, cura e benevolenza senza aspettarsi niente in cambio, di credere che il mondo non si impoverisca quando si aprono braccia e mani per donare, ma che, anzi, siamo noi a impoverirci quando le mani rimangono chiuse, diventa un atto veramente rivoluzionario.

Alla fine, infatti, quello che teniamo stretto, prima o poi, ci sfugge e perde valore, mentre ciò che abbiamo donato a piene mani rimane l’unico bene che mai andrà perduto.

Dove?… Quando?

Semplice! E se fosse proprio quel sorriso stupendo che un giorno ci accoglierà in Dio, aprendoci così le porte del Cielo?

Sì, sì, a piene mani…

Ne vale la pena!

Don Nino Carta
10.9.2026

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