PASSAPAROLA. “PRATICARE IL BENE”
Praticare il bene non è semplicemente un dovere morale o una scelta di cortesia, ma è il cuore pulsante della nostra fede cristiana.
Nel Vangelo di Matteo, Gesù ci invita in modo chiaro a essere luce, praticando le opere buone: «Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli» (Mt 5,16).
Praticare il bene, allora, non serve a far brillare noi stessi, ma a piantare semi del Regno nelle pieghe della vita quotidiana.
Spesso pensiamo che praticare il bene richieda gesti eroici o straordinari, ma la santità della vita di ogni giorno si costruisce attraverso piccoli atti di amore sincero: un ascolto attento, un gesto di perdono, una mano tesa senza aspettarsi nulla in cambio.
A questo proposito, San Vincenzo de Paoli ci ricordava con profonda saggezza: «Il bene si fa in silenzio; tutto il resto è calunnia».
Forte... non vi pare?
È, infatti, la carità discreta, vissuta nella quotidianità, che trasforma davvero il cuore delle persone.
Ogni volta che scegliamo la via del bene, opponendoci all’indifferenza e all’egoismo, diventiamo strumenti di pace nelle mani del Signore.
Proprio come scriveva lo scrittore e apologeta C. S. Lewis: «Non c’è niente di più trasformante che praticare il bene, perché nell’atto stesso di amare noi impariamo ad amare di più».
È fondamentale, allora, non stancarsi di praticare il bene, anche quando il mondo sembra spingere nella direzione opposta.
Facciamo in modo che ogni giorno sia una testimonianza viva dell’amore che abbiamo ricevuto da Dio, ricordando che perfino il più piccolo gesto d’amore ha un’eco di eternità.
Un augurio a ciascuno di noi e, oggi, anche la mia benedizione, perché possiamo compiere con gioia e gratitudine questo cammino insieme.
Don Nino Carta
22.09.2026
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