CAMIONISTI DI CALABRIA, LA DIGNITÀ DEL LAVORO E LE RESPONSABILITÀ DELLA POLITICA
La protesta degli autotrasportatori racconta il disagio di chi fatica a vivere del proprio mestiere e denuncia le fragilità di un sistema incapace di prevenire le emergenze.
L’Editoriale di Luigi Palamara
Li ho guardati negli occhi, quei camionisti calabresi abituati a misurare la vita in chilometri e sacrifici, e ho riconosciuto in loro quell’Italia lontana dai riflettori che chiede soltanto di vivere dignitosamente del proprio lavoro.
Il gasolio, le assicurazioni, i pedaggi e le rate dei mezzi pesano sugli incassi, mentre i pagamenti non sempre arrivano puntuali. Il paradosso è evidente: lavorare ogni giorno senza avere la certezza di mantenere la propria famiglia.
Nella protesta alla quale ho assistito ho incontrato uomini composti, preoccupati per il futuro delle proprie attività. La loro amarezza rivelava la distanza tra le difficoltà quotidiane e le risposte delle istituzioni.
Il confronto con il ministro Matteo Salvini ha riportato l'attenzione sulle risorse destinate al settore, ma occorre distinguere gli stanziamenti annunciati dai fondi effettivamente erogati.
Le responsabilità attraversano governi di ogni colore. Costi energetici, infrastrutture insufficienti e ritardi nei pagamenti richiedono interventi strutturali, soprattutto in Calabria, dove le difficoltà territoriali penalizzano ulteriormente le imprese.
La politica italiana sembra possedere un talento singolare: accorgersi dei problemi quando diventano emergenze e dimenticarli quando scompaiono dalle prime pagine.
Vorrei che chi governa incontrasse questi lavoratori senza fotografi né telecamere, ascoltando quanto costa un viaggio e quanta incertezza si nasconde dietro una fattura non pagata. Governare significa conoscere la realtà prima di pretendere di cambiarla.
Scrivo perché il giornalismo deve dare voce anche a chi fatica a farsi ascoltare, senza cercare colpevoli per convenienza politica.
Quando i camion ripartiranno, resterà da capire se saranno state risolte le cause della crisi oppure soltanto superata l'emergenza. Quegli uomini non chiedono di essere mantenuti dallo Stato, ma di potersi mantenere con il proprio lavoro.
Il vero scandalo non è che i camionisti debbano fermarsi per farsi ascoltare, ma che chi governa un Paese abbia bisogno di vederlo fermo per accorgersi di chi lo tiene in movimento.
Luigi Palamara
Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontano di Roccaforte del Greco, detto “L’Arciere”
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