CartaStraccia.News

“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

Editors Choice

7/recent/post-list

Reggio Calabria. Quando il destino ti porta alla meta più bella.

Reggio Calabria. Quando il destino ti porta alla meta più bella.
L'Editoriale di Luigi Palamara 
Certe città si visitano. Altre si attraversano. E poi ci sono città che ti restano dentro, anche quando te ne sei andato.

Reggio Calabria è una di queste.

Non ha bisogno di chiedere il permesso per essere bella. Lo è da secoli. Con quella sua ostinazione tutta meridionale di chi ha conosciuto la grandezza, sopportato le ferite della storia e imparato a rialzarsi senza aspettare gli applausi.

La chiamano città dello Stretto. Una definizione geograficamente corretta, ma umanamente insufficiente. Perché Reggio non è soltanto un punto sulla carta. È un confine che unisce, un mare che racconta, un orizzonte che sembra promettere qualcosa a chiunque abbia ancora il coraggio di guardare lontano.

E poi c'è quella Sicilia davanti, così vicina da sembrare una provocazione della natura. Due terre che si osservano da millenni, separate da un braccio di mare e unite da una storia che nessuna geografia potrà mai dividere.

A Reggio la bellezza non è una concessione. È un'eredità.

La ritrovi nei Bronzi di Riace, che sembrano ricordarci quanto fosse grande il mondo prima che diventassimo così piccoli. La ritrovi nel lungomare, dove il tramonto non ha bisogno di filtri né di slogan pubblicitari. La ritrovi nei volti della gente, in quella dignità talvolta ruvida, ma autentica, di chi non ha mai avuto la vita facile.

Naturalmente, sarebbe disonesto raccontare soltanto la poesia.

Reggio ha le sue contraddizioni, le sue occasioni perdute, le sue promesse tradite. Ha conosciuto l'abbandono, le partenze, le attese interminabili. E chi ama davvero una città non deve nasconderne le ferite. Deve avere il coraggio di guardarle.

Perché amare una terra non significa dichiararla perfetta. Significa riconoscerne il valore anche quando il mondo sembra essersene dimenticato.

E allora viene da chiedersi: quante volte abbiamo cercato lontano quello che avevamo davanti agli occhi?

Abbiamo attraversato continenti per inseguire panorami, fotografato capitali, celebrato luoghi che qualcuno ci aveva insegnato a desiderare. E intanto, nell'estremo lembo della penisola, una città continuava a offrire il suo spettacolo quotidiano, senza clamore e senza chiedere nulla in cambio.

Reggio Calabria.

Due parole che dovrebbero evocare non soltanto una destinazione turistica, ma un modo diverso di intendere il viaggio.

Perché il viaggio autentico non consiste nel collezionare luoghi. Consiste nel lasciarsi cambiare da essi.

E forse il destino funziona proprio così. Ti fa percorrere strade impreviste, ti costringe a cambiare direzione, ti porta dove non avevi programmato di andare. Poi, quando meno te lo aspetti, ti mette davanti qualcosa che avevi sempre cercato senza saperlo.

Una città. Un mare. Una luce. Un'emozione.

Reggio Calabria non promette di essere la città perfetta. Promette qualcosa di più raro: essere se stessa.

E in un'epoca in cui tutti cercano di somigliare a qualcun altro, non è poco.

Per questo, se un giorno il destino dovesse indicarti la strada verso sud, non domandarti quanto sia lontana.

Domandati piuttosto perché hai aspettato tanto.

Perché ci sono destinazioni che scegliamo noi.

E ce ne sono altre che, misteriosamente, sembrano aver scelto noi.

Reggio Calabria… la tua prossima destinazione.

Quando il destino ti porta alla meta più bella.

Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno 

Posta un commento

0 Commenti