L’EPISTOLARIO DELLA MALEDUCAZIONE / BASTA EQUIVOCI SULLA LIBERTÀ DI PAROLA: CRITICARE NON SIGNIFICA INFANGARE
LE LEZIONI DI FANGO HANNO UN COSTO: ORA VI ARRIVA IL CONTO (IN BUSTA VERDE)
Contro i leoni da tastiera e i professionisti dell'insulto gratuito la pazienza è finita: chi scambia il coraggio con la vigliaccheria digitale scoprirà presto, carte alla mano, che la dignità non è un bersaglio da luna park. Da oggi niente più repliche, parlano gli atti.
Posso creare un editoriale dal tono tagliente, civile e polemico, ispirato al giornalismo d’opinione italiano, senza imitare direttamente la voce di autori specifici.
L'Editoriale di Luigi Palamara
Esiste un equivoco, oggi, che molti scambiano per libertà: l’idea che insultare sia discutere, che diffamare sia criticare, che nascondersi dietro una tastiera basti a trasformare la vigliaccheria in coraggio.
Non è così.
La libertà di parola è una cosa seria. È il diritto di dire ciò che si pensa, anche duramente, anche scomodamente, anche controcorrente. Ma non è il diritto di offendere, di infangare, di attribuire falsità, di sputare addosso alla reputazione altrui come se la dignità delle persone fosse un bersaglio da luna park.
Per un po’ ho lasciato correre. Ho osservato, ho taciuto, ho preso nota. Perché a volte il silenzio è più elegante della replica, e perché non tutto merita una risposta immediata. Ma il silenzio non è resa. E la pazienza non è autorizzazione.
Chi offende, chi diffama, chi pensa che la parola non abbia conseguenze, sappia una cosa semplice: sarà querelato. Senza sceneggiate, senza minacce da osteria, senza inutili proclami. Con gli strumenti che la legge mette a disposizione di chi non intende farsi calpestare.
Poi, quando arriva a casa quella famosa busta verde, molti scoprono improvvisamente che le parole pesano. Che l’insulto ha un prezzo. Che la diffamazione non è folklore digitale, non è sfogo innocente, non è “eh, ma io scherzavo”. È un atto preciso, con responsabilità precise.
E lo so bene anch’io: certe lezioni si imparano solo quando presentano il conto.
Chi fa lo sbruffone, chi alza la voce per sentirsi forte, chi crede che il fango lanciato contro gli altri resti gratis, evidentemente non avrà problemi a pagarne il prezzo. Altrimenti impari, prima di parlare, la differenza tra critica e calunnia, tra opinione e aggressione, tra coraggio e maleducazione.
Io non tollero le offese di nessuno. Da nessuno.
La critica è benvenuta. Il confronto anche. La menzogna, l’insulto e la diffamazione no. Per quelle, da oggi, non ci sarà più risposta a parole. Ci saranno atti.
Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno
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