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PASSAPAROLA. “ECCOMI”

PASSAPAROLA. “ECCOMI”


Solo negli ultimi due anni, il Passaparola ci ha proposto la parola “Eccomi” per ben 7 volte e, dopo averli rimeditati tutti, ho pensato di ridonarvi il Passaparola del 24 gennaio scorso, per rimeditarlo e riviverlo oggi di nuovo.

A me ha fatto bene! Eccolo:

“L’amore vero non dice quando, non dice come, non dice perché, ma dice solo: ‘Eccomi!’, perché va dimostrato concretamente: i fatti e le opere, infatti, contano molto più delle belle parole.

Per questo, per esempio, anche se ‘l’eccomi’ è la prima parola inespressa con la voce da un bambino che sta venendo alla luce, prima ancora di esso ‘Eccomi’ deve essere la prima parola del padre e della madre di fronte a un piccolo essere che inizia a farsi sentire nel ventre della mamma: la prima risposta dei genitori all’invito di Dio a diventare fonte di vita.

Ogni eccomi, infatti, deve trasformarsi in una presenza attiva e piena di gioia:

‘Siamo qui per te, figlio nostro, perché ti amiamo e perché hai posto in noi la tua fiducia: ecco, per questo, il nostro Eccomi!’

La magia dell’‘Eccomi’, infatti, è dare un corpo, un ‘noi’, al miracolo della vita che l’amore di Dio non smette di piantare e coltivare, perché ogni vita deve essere feconda.

Se l’‘Eccomi’ più importante e travolgente della storia è stato quello di Maria, anche ogni nostro piccolo ‘Eccomi’ deve essere un dire sì alla grazia più grande che ognuno di noi può ricevere da Dio: quella di essere fecondi!

E questo non solo nell’aspetto genitoriale e fisico, ma anche nell’aspetto spirituale, dell’anima e del cuore, di fronte alla chiamata rivolta a tutti noi a essere padri e madri spirituali.

Uno dei grandi drammi del nostro tempo è la sterilità, tante volte dovuta alla ricerca del piacere per il piacere, quando invece la vera gioia del sì a Dio è poter essere strumenti di vita nuova, sia fisicamente sia spiritualmente.

È per questo che il Passaparola di oggi ci invita a dire il nostro ‘Eccomi’ per generare vita nuova in tutti i modi, anche nella trepidazione e nello stupore di qualche annuncio a volte non facile da capire, ma che ci inonda di gioia solo per la grazia di poter essere collaboratori di Dio nel far nascere vita nuova e luce divina nell’umanità.

Però, per poter dire ogni giorno il nostro ‘Eccomi’ a Dio, dobbiamo saperci spogliare dei nostri progetti umani e, come Mosè, “toglierci i sandali dai piedi”, ossia staccarci dalle categorie umane con le quali vediamo la vita, per entrare a piedi scalzi nella terra santa che è il cuore di Dio.

È per questo che, nella storia della salvezza, ancora prima dell’eccomi di Mosè, ecco quello di Abramo, detto contro ogni logica umana: l’eccomi che ha preparato il più grande Eccomi della storia, quello di Maria; e poi, in questi eccomi, via via, tutti i piccoli e grandi eccomi della storia, anche i nostri!

Ho letto che quando un bambino o una bambina nasce, la sua prima parola non è “mamma”, ma... “Eccomi”: piccolissima parola detta a Dio dal piccolo e, in Lui, anche da tutti coloro che sono strumenti per farlo nascere.

Non potrebbe essere anche il nostro primo pensiero ogni mattina, aprendo gli occhi?

“ECCOMI”... e... “Grazie!”, per poter essere anche oggi strumenti nelle mani di Dio per generare vita!

Don Nino Carta
15.5.2026

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