CartaStraccia.News

“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

Editors Choice

3/recent/post-list

PASSAPAROLA. “NON RESTARE INDIFFERENTI”

PASSAPAROLA. “NON RESTARE INDIFFERENTI”


Già in un altro passaparola ho sottolineato come il contrario dell’amore non sia, come sembrerebbe, l’odio, ma l’indifferenza.

Se infatti la psicologia classifica l’odio come una variante impazzita dell’amore, l’indifferenza, invece, è un ridurre l’altro a nulla perché, non considerandolo, nemmeno lo vediamo; e per questo è come se, per noi, non esistesse.

Ed è proprio questo il peccato dell’indifferenza: ridurre le persone al nulla, come se non esistessero, rubando loro la vita.

Restare indifferenti è veramente diabolico: se infatti odiare qualcuno significa non amarlo, però, in fondo, l’altro, anche se negativamente, rimane sempre presente in noi. La vendetta più grande verso di lui non è cercare di fargli del male, ma ignorarlo, come se non esistesse.

Immaginate se Dio, quando lo offendiamo con i nostri peccati, ci trattasse così, come se per Lui non esistessimo: per noi sarebbe un ritornare nulla.

Vivere, infatti, è o interessare a qualcuno o interessarsi di qualcuno; è o amare qualcuno o essere amati da qualcuno. Partecipare ai ritmi della convivenza umana è, in qualche modo, un “esserci” e, per questo, un prendere posizione, anche se qualche volta in modo sbagliato.

Sbagliare, infatti, ci può anche stare, ma essere indifferenti mai, perché è vivere nell’abulia, nel parassitismo, nel nulla: un vero non esistere!

Se si è indifferenti, vengono a mancare i verbi fondanti della convivenza umana e cristiana: il vedere e il guardare, il fermarsi e il toccare, l’accogliere, il consolare e il curare, ecc.

L’indifferenza costruisce sempre muri e fili spinati, scava abissi e trincee, senza rendersi conto che i primi a essere isolati siamo proprio noi stessi.

Restando indifferenti non solo chiudiamo le porte, ma nemmeno le vediamo: è essere a fine corsa senza aver iniziato a correre; è essere morti senza nemmeno essere nati!

Non è terribile? Un vuoto da paura, dentro il quale chi è indifferente nemmeno si accorge di essere precipitato.

Attenti però: nonostante possa sembrare inutile, anche con questi fratelli uno sguardo, un sorriso e una presenza silenziosa possono fare la differenza, proprio quando nemmeno ce lo immaginiamo.

Possono aiutare ad aprire occhi e cuore e a provocare la nostalgia del vivere, gli inizi del vivere.

Per questo, anche con loro, non stiamo a perdere tempo criticando, ma preghiamo e restiamo sempre all’erta.

Quando nemmeno lo immaginiamo, ecco che un seme d’amore, buttato in terra spinosa e arida, può iniziare a germogliare e a fiorire.

Don Nino Carta
6.5.2026

Posta un commento

0 Commenti