PASSAPAROLA. ENTRARE IN DIALOGO CON CHI ABBIAMO DAVANTI
Se pensiamo a quante persone incontriamo durante una giornata, quanto potrebbe essere interessante e arricchente il nostro entrare in dialogo con tutti!
Tutti quelli che abbiamo davanti, infatti, dobbiamo vederli come presenza di Gesù e, per questo, come il più grande dono di Dio per noi.
La condizione essenziale per questo mi pare debba essere la nostra capacità e il nostro impegno di porci dal punto di vista degli altri, perché siamo totalmente vuoti di noi stessi per amore.
È chiaro che questo richiede un atteggiamento di rispetto e di attenzione, proprio perché siamo convinti che l’altro abbia qualcosa di buono da dire, a tal punto che diventa naturale fare spazio nel nostro cuore alle sue opinioni e alle sue proposte.
Dialogare è accogliere chi abbiamo davanti col cuore in mano, abbassando le nostre difese e aprendo le porte di casa e del cuore, offrendo amicizia, calore umano e, perché no, calore... divino!
Il vero dialogo non teme il confronto; anzi, lo spera e lo attende, perché sappiamo quale grande ricchezza esso sia per tutti.
Per noi cristiani, poi, entrare in dialogo con chi abbiamo davanti deve essere un dovere e un impegno profondo del cuore, perché è un’espressione dell’amore.
E l’amore non esiste mai nel monologo, ma soltanto nel dialogo, vera armonia di cuori e di anime.
Ma come puntare al dialogo?
C’è un dialogo che avviene con lo sguardo e non ha bisogno di parole, perché è un guardarsi negli occhi senza sfidarsi, un avvicinarsi senza incutere soggezione, un accogliere senza pretendere di essere accolti.
In fondo, il dialogo è la stessa legge della natura. Quando mi immergo silenzioso nel parco davanti a casa, mi pare di sentire l’emozionante dialogo tra le brezze e i profumi, tra i colori e i suoni della natura.
E la pace che esso dona mi fa capire che sono immerso nel dialogo eterno della creazione, espressione della comunione e dell’armonia di Dio creatore.
Dialogare, allora, è come il “respiro” della Trinità: un andare e venire infinito d’amore che inebria e appaga.
Se ne fate esperienza, potrete esclamare: «Mio Dio, amore mio... come vale la pena vivere la vita in dialogo con le persone e gli esseri che Dio in ogni momento ci mette davanti!».
Sì, dialogare per contemplare!
Don Nino Carta
12.6.2026
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