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PASSAPAROLA. IMPARARE A CONOSCERSI E A STIMARSI

PASSAPAROLA. IMPARARE A CONOSCERSI E A STIMARSI

Certo, “imparare a conoscersi e a stimarsi” è un vero viaggio, interessantissimo, nel nostro mondo interiore, in realtà mai conosciuto fino in fondo nella sua profondità e nelle sue sfide giornaliere.

E il pensiero che Dio ci abbia pensati già dall’eternità e poi creati nel tempo per essere amore per Lui e con Lui mi dà un senso di vertigine, pensando a questo viaggio che non termina mai: proprio perché nato dall’amore, può essere conosciuto e corrisposto solo amando.

È per questo che esplorare la nostra interiorità è un processo sempre in divenire, di emozione in emozione, di dono in dono, di talento in talento, anche quando alcune realtà non possono sembrarci positive e rassicuranti. Però è necessario esplorarle tutte, per riuscire a capire che cosa muove veramente questa ricerca, imparando a stimarla e trasformandola in gratitudine.

Molte volte ci vediamo pieni di difetti e di limiti… e ci può stare: infatti non siamo Dio, ma solo — e che profondità in questo avverbio, “solo” — creati a sua immagine. Riusciamo a intravedere il ricamo del nostro camminare nella storia quando illuminiamo con l’amore tutti i momenti della vita, superando così quelli poco luminosi con il perdono e ricominciando: il Suo amore, infatti, continua sempre!

La vera autostima significa volerci bene e riconoscere il nostro andare avanti, indipendentemente sia dai nostri limiti e dai nostri peccati, sia dal giudizio degli altri, rifugiandoci sempre di più nella misericordia di un Padre che non smette mai di avere le braccia e il cuore aperti.

È questo il vero volerci bene e stimarci: vedere sempre positivamente il nostro cammino nella speranza e nell’amore.

E questi sentimenti ci portano a essere gentili con noi stessi, non in senso narcisistico, ma per una fondamentale accettazione di noi stessi, con i nostri pregi e i nostri difetti: una vera linfa di resilienza di fronte alle difficoltà, mantenendo il nostro camminare in una prospettiva di ottimismo.

E questo camminare nella serenità ci porta, qualche volta, anche a dire dei no, perché ci aiuta a scoprire ciò che per noi è veramente importante.

Ultimo spunto, ma fondamentale: tutto questo cammino deve essere vissuto sempre nella comunione, affinché non ci manchi mai la luce dello Spirito.

Lui sì: l’armonia dentro di noi e intorno a noi, per poterci conoscere e stimare con una stima di cielo.

Don Nino Carta
14.6.2026

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