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PASSAPAROLA. “ACCOGLIERE I DOLORI DELL’ALTRO”

PASSAPAROLA. “ACCOGLIERE I DOLORI DELL’ALTRO”


Sì, sono convinto che “accogliere i dolori degli altri” sia uno dei gesti più alti e maturi della nostra vita spirituale: una vera opera d’arte dell’anima, capace di trasformare la nostra vita in un’oasi di serenità e di pace.

Nel Vangelo vediamo come Gesù non passi mai accanto alla sofferenza con fretta o distacco, ma si fermi, commuovendosi nel profondo, facendo spazio al dolore degli altri prima ancora di offrire risposte.

La vita di Gesù ci fa comprendere che possiamo accogliere e consolare il dolore degli altri non tanto quando cerchiamo di spiegare la sofferenza con parole astratte o giudizi affrettati, quanto quando abbiamo il coraggio di restare accanto e… soffrire insieme.

Accogliere il dolore di chi ci sta vicino richiede di spogliarci delle nostre certezze, facendo tacere il bisogno di “aggiustare tutto”, per offrire semplicemente un ascolto puro, amorevole e orante.

È proprio questo il mistero della compassione cristiana: sapersi fare “mangiatoia” accogliente delle ferite altrui, portando insieme il peso della croce, come il Cireneo del Vangelo.

Farci prossimi a chi vive un dolore significa permettere all’Amore di Dio di passare attraverso il nostro cuore, le nostre mani e il nostro silenzio, trasformando la sofferenza e la solitudine di chi è nel dolore in una speranza condivisa.

Sì, proprio così! Quando decidiamo di portare un pezzo della croce insieme a coloro che soffrono, accade qualcosa di straordinario: la loro solitudine si scioglie e le ferite diventano il luogo attraverso cui può passare la “carezza di Dio”.

Che bello, allora, poterci augurare di essere, per chi è nel dolore, un rifugio sicuro, nel quale possa sentirsi amato, custodito e ascoltato.

Tutto questo, inoltre, ci rende umili perché, sperimentando di non avere soluzioni facili in tasca, facciamo spazio a Dio. E a Lui, carezza eterna, non mancheranno certo le vie per consolare; mentre noi, accogliendo i dolori degli altri, diventiamo quasi “la scusa” dell’Amore di Dio, attraverso cui Egli può entrare in pienezza nel cuore e nella vita di chi sta soffrendo accanto a noi.

Veramente: quante strade inventa l’Amore!

Don Nino Carta
15.9.2026

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