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PASSAPAROLA. “PERDONARE SINCERAMENTE”

PASSAPAROLA. “PERDONARE SINCERAMENTE”

Per una decina di minuti ho fatto una piccola ricerca sui passaparola passati che parlano di perdono e mi sono emozionato per questo di qualche anno fa.

Un commento che sembra invitarci a respirare a pieni polmoni l’aria meravigliosa dell’eco-clima della misericordia; per questo, però, è fondamentale riscoprire ogni giorno l’emozione che dà il perdonare con cuore sincero.

Il saper perdonare richiede un atto di fede e un atto di speranza che, per essere vissuti in pienezza, presuppongono non tanto la spontaneità — molto difficile nel perdono — quanto un momento di grande intelligenza.

E questo non vale solo nella sfera personale e familiare, ma anche a livello di storia mondiale.

Russi e ucraini, israeliani e iraniani, e così via: tutti i “pezzetti” di guerra che sembrano non finire mai potranno lasciare i loro equilibri di paura e di morte solo con il coraggio di un atto di fede reciproco.

Perdonare sinceramente, infatti, è dare fiducia all’altro, sforzandoci di guardare non al passato, con le sue offese e incomprensioni, ma alla possibilità di un futuro di pace.

Proprio come Dio fa con noi, perdonandoci non solo come Colui che dimentica i nostri peccati, ma come Colui che ci invita a guardare avanti, oltre noi stessi, indicandoci nuovi arcobaleni e nuovi orizzonti.

Sì! Dio perdona sinceramente: rompe le funi che bloccano la barca della vita, facendola salpare verso albe nuove e un nuovo futuro, con il vento dell’amore che gonfia le vele, dando energia e coraggio ai nostri cuori.

Lui perdona con un atto di fede in noi, allargando il Suo cuore all’infinito, mentre noi tante volte perdoniamo, sì, ma conserviamo nella memoria un po’ di rancore e di diffidenza perché, anche perdonando, non riusciamo a fidarci. Il perdonare sinceramente, invece, richiede proprio questo; e questo, conveniamone, è veramente difficile.

Difficile perché dobbiamo scommettere sulle persone, come Dio scommette su di noi, con un atto di fede che, purificando il nostro cuore, ci fa riscoprire l’emozione e lo stupore di una “verginità” nuova della nostra memoria.

Proprio come scrive il profeta: «Ti darò un cuore nuovo, metterò dentro di te uno spirito nuovo».

Così i nostri perdoni e le nostre paci non saranno solo una tregua tra contendenti che si fermano a riprendere fiato mentre cercano di accumulare armi e munizioni per i prossimi scontri.

No! Per noi cristiani non può essere così! Il perdono o c’è o non c’è, proprio come la misericordia di Dio, che sempre c’è, nonostante i nostri umori e i nuvoloni dei nostri cuori.

Oggi, allora, preghiamo affinché questo perdonare vero e sincero illumini i rapporti sia tra noi sia tra le nazioni, dove purtroppo la pace sembra ancora un sogno.

Lasciamoci riconciliare con Dio, diamogli spazio per la sua azione liberatrice in noi.

Il bello del perdono è “riprendere il largo”, è respirare l’aria pura e sempre nuova di chi non si ferma al participio passato, “ho perdonato”, ma accetta la sfida di coniugare il verbo al gerundio, “sto perdonando”, con un cuore che si rinnova ogni giorno, profumando di speranza e di futuro la nostra vita di comunione.

Don Nino Carta
13.8.2026

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